«Il Comune, come la Soprintendenza, è stato coinvolto più volte nelle trasformazioni degli appartamenti».
«Abbiamo letto, documento per documento, i quattro fascicoli edilizi che la Direzione Urbanistica ci ha consegnato in risposta al nostro accesso agli atti sugli immobili dell’ASP Firenze Montedomini in via Guelfa. Quello che ne esce smentisce due volte la versione rassicurante di questi giorni: non solo l’uso turistico del patrimonio sociale era deciso a monte, come avevamo già documentato leggendo i contratti; ma la sua attuazione passava, da un anno e mezzo, dentro gli uffici di Palazzo Vecchio». Comincia così Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune.
E questa la puntuale ricostruzione di Sinistra Progetto Comune. «Il 23 dicembre 2024 il conduttore di via Guelfa 83 (una società a responsabilità limitata con sede ad Arezzo, che negli atti dichiara di agire in forza di un “contratto di locazione mediante aggiudicazione bando” dell’ASP) deposita una SCIA per l’intero edificio. La relazione tecnica scrive testualmente che le sette unità esistenti, “già destinate a strutture ricettive extra-alberghiere” con sette codici identificativi ottenuti il 30 giugno 2023, “saranno frazionate quindi in 12 unità abitative da destinare sempre a strutture ricettive extra-alberghiere”. Gli uffici comunali quella pratica la istruiscono e la correggono: il 22 gennaio 2025 riqualificano l’intervento in ristrutturazione edilizia ed esigono un costo di costruzione che era stato dichiarato pari a zero».
Il risultato, secondo Palagi, resta comunque paradossale: «La trasformazione di un intero edificio pubblico vincolato in dodici alloggi turistici ha versato al Comune circa undicimila euro di contributi (con il costo di costruzione abbattuto del novanta per cento proprio grazie al vincolo monumentale) più dodicimila euro per non realizzare nessun posto auto. E il 10 novembre 2025 la stessa società scrive una PEC al SUAP e alla Direzione Urbanistica, con l’ufficio patrimonio di Montedomini in copia, per chiedere di estendere i sette codici turistici del 2023 a tutte e dodici le nuove unità, avvertendo che un diniego “costituirebbe un grave danno economico per ASP Firenze Montedomini”. Oggi quell’edificio è sulle piattaforme, gestito da una catena europea dell’ospitalità, a tariffe fino a diverse centinaia di euro a notte. Quando la Giunta, lunedì in aula, rinvia tutto al consiglio di amministrazione del 29 luglio “per avere i dati precisi”. dimentica di dire che una parte decisiva di quei dati sta nei protocolli dei suoi stessi uffici dal dicembre 2024. Non accettiamo l’idea che la Sindaca e la Giunta non sapessero nulla: non si può scaricare sugli uffici e sul personale l’applicazione degli indirizzi politici, che è il piano su cui ci si deve assumere ogni responsabilità (troppo facile farsi le foto alle inaugurazioni e poi fingersi Opossum della Virginia quando c’è da dare spiegazioni)».
Su via Guelfa 81 gli atti consegnati riscrivono la cronologia.
- Nell’aprile 2025 l’ASP fa accertare da un tecnico le difformità edilizie dell’immobile: solai demoliti e ricostruiti a quota diversa, una scala rifatta, un bagno ricavato nel sottotetto, un varco aperto nella muratura portante. Opere attribuite a un anonimo “affittuario” degli anni Novanta, “all’insaputa della proprietà”: un’insaputa curiosa, visto che agli atti risultano due domande di sanatoria respinte nel 1997 e nel 2015.
- Il 14 maggio 2025 l’Azienda deposita la denuncia alla Soprintendenza; otto giorni dopo, il 22 maggio, pubblica l’avviso di locazione “ad uso abitativo” con la deroga turistica scritta nello schema di contratto;
- Il 1° agosto 2025 la Soprintendenza dichiara le opere “incompatibili” con il valore culturale dell’immobile, parla di “danno al bene culturale” e dispone una sanzione pecuniaria, anche se di importo relativamente ridotto (poco più di mille euro);
- Una SCIA per il ripristino viene depositata il 18 dicembre 2025, presentata da una cooperativa di impiantistica della provincia di Lucca che si qualifica “locatario … autorizzato dal proprietario per iscritto nel contratto di locazione”. L’aggiudicatario del bando di via Guelfa 81, che negli elenchi di trasparenza dell’Azienda non compare da nessuna parte, emerge così da una casella barrata in una pratica edilizia;
- I lavori di ripristino si chiudono il 19 marzo 2026, mentre sugli stessi civici partivano le prime recensioni turistiche. E per il secondo appartamento oggi in locazione turistica al civico 81 non ci è stata trasmessa alcuna pratica edilizia: con quali titoli è stato sistemato e arredato per l’ospitalità?
«C’è poi via Guelfa 77, dove non serve nemmeno un conduttore: è l’ASP stessa, nel novembre 2025, a depositare una CILA per un alloggio del piano primo, trasformando cucina e sala da pranzo in camere: da due a tre camere con doppio bagno in novantanove metri quadri, l’assetto tipico dell’affitto per stanze, il tutto come “manutenzione straordinaria” gratuita e con una pratica che il Comune ha dovuto contestare due volte perché depositata senza il nulla osta della Soprintendenza. In quel fascicolo, come “relazione storica”, è stata allegata una perizia di stima del 2018: la prova che la valorizzazione del complesso di Sant’Agnese (quello che il Comune promette di ricomprare per farne social housing dal 2023, senza un atto) è in cantiere da anni. La risposta ricevuta, va detto, copre solo la parte edilizia delle nostre richieste. Mancano ancora altri documenti che abbiamo chiesto e che devono arrivare. Ringraziamo tutto il personale: sappiamo che in questo momento c’è grande pressione, soprattutto con una politica che si dimostra incapace di assumersi le sue responsabilità. Da parte nostra esplicitiamo che non accettiamo la logica del capro espiatorio. Nulla di quanto avvenuto a Montedomini risulta essere stato fatto contro la volontà delle ultime Giunte: anzi, è ipocrita non rendersi conto che è quanto da anni viene denunciato da movimenti, sindacati e forze spesso liquidate come “sinistra radicale”. Confidiamo che molte risposte a domande ancora sospese possano arrivare da Palazzo Vecchio prima del 29 luglio. A partire da una, che non richiede di aspettare nessun consiglio di amministrazione: il Comune intende negare l’estensione dei codici turistici alle dodici unità di via Guelfa 83?», conclude Palagi.




