L’attacco a Tajani, l’elogio a Marina Berlusconi. Un’intervista scoppiettante a Il Riformista.
Attivista e imprenditrice con interessi anche in Toscana, già compagna del fondatore di Mediaset Silvio Berlusconi e oggi voce (libera) dell’area liberale di un Centrodestra che su alcuni temi spesso balbetta, Francesca Pascale rompe il silenzio e, in un’intervista a Il Riformista, attacca la guida di Forza Italia. E chiede apertamente un maggior impegno ai figli del fu Cavaliere.
Spunto è il via libera in Veneto al fine vita, primo caso in una Regione di Centrodestra. Pascale lo definisce «un grandissimo passo avanti», ma giudica «imbarazzante» l’astensione di due terzi dei consiglieri azzurri. Eppure, in questo momento, sono proprio gli azzurri, segnatamente Stefania Craxi, a spingere per una legge nazionale.
«Politicamente è quello che ci sta dicendo oggi Forza Italia con la guida attuale: si astiene su ogni cosa, manca di coraggio», rincara. E ancora: «Preferisce sopravvivere nello stallo del niente, perché è l’unico modo per mantenere in vita i vertici. Tutto questo appartiene alla vecchia politica, quella politica che Silvio Berlusconi combatteva».
Per Pascale il problema è l’identità. «Oggi, con l’attuale classe dirigente Forza Italia ha perso ogni valore per il quale combatteva in origine», attacca ancora Pascale. Un declino che si nota dai sondaggi: «Mi fa molto male rilevare che Vannacci sia addirittura superiore al partito fondato da chi ha inventato la moderna comunicazione politica».
Al centro, il tema dei diritti civili. Pascale rivendica il Berlusconi del «principio del libero arbitrio» e condivide la linea di Luca Zaia che definisce i diritti una «no fly zone» per la politica. «Silvio Berlusconi, in tempi più difficili, aveva saldissimo il principio del libero arbitrio. Oggi con Tajani abbiamo invece il diktat, il no che appartiene al non voler decidere», afferma. «I nostri valori sono chiari, quindi anche il rispetto della vita, ma è fondamentale però lasciare possibilità di una scelta personale libera».
L’affondo più sul partito fondato da Berlusconi. «Forza Italia non esiste più: esiste il sogno, esiste la nostalgia, esiste l’amore per Silvio Berlusconi. Hanno avuto perfino il coraggio di fare un tesseramento coatto, tutto per garantire la propria posizione. Ma Forza Italia non è il feudo di qualcuno, è il sogno di tanti».
Come se non bastasse: «Preferiscono essere soli, ma rieletti, e quindi badare al proprio feudo personale, piuttosto che essere disturbati da persone come me e come tanti altri che vogliono lavorare».
Sul futuro personale, Pascale esclude una candidatura: «Alle istituzioni no, perché non mi sento all’altezza. Non sarò mai una candidata, perché ci sono persone più brave di me». L’obiettivo, dice, è un altro: «Affiancare Forza Italia nella rinascita. Mi trovo proprio in Calabria per un festival, e ho appena incontrato Occhiuto e Cannizzaro: sono valori aggiunti che possono e devono far parte della rinascita».
Da qui l’appello diretto alla famiglia Berlusconi, che per Pascale resta legata «affettivamente alla creatura fondata da Silvio». «Il mio obiettivo è chiedere alla famiglia Berlusconi di prendere parte al corso politico e riconquistare la vivacità persa dall’attuale dirigenza. Credo che i figli faranno di tutto per imprimere una svolta, far tornare forte lo spirito liberale del partito», conclude.
Un messaggio che arriva mentre Forza Italia, data all’8%, si arrovella congressi e candidature (in primis le elezioni a Reggio Calabria e la candidatura dell’Avv. Fabio Roscioli), con il nodo delle Regionali e la suggestione di un ruolo di Marina Berlusconi.


