Montedomini Gate, Del Re (Firenze Democratica): «Airbnb anche in immobili venduti da Montedomini, locazioni turistiche anche in via Magenta e tanti ristoranti in affitto»

GERMOGLI PH: 16 LUGLIO 2024 FIRENZE PRESSO IL SALONE DEI DUECENTO SI E' TENUTO IL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE PRESIEDUTO DALLA NUOVA GIUNTA COMUNALE NELLA FOTO CECILIA DEL RE CONSIGLIERE COMUNALE

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«Attraverso una visura catastale, è possibile rintracciare alcune vendite effettuate dall’ASP Montedomini negli ultimi anni, e il quadro che emerge merita attenzione da più punti di vista. Dai dati emersi risulta infatti che Montedomini abbia pure alienato numerosi immobili (che, ricordiamo, sono per lo più immobili oggetto di lasciti ereditari perché fossero messi a disposizione dei bisognosi), con una concentrazione di vendite nel centro storico di Firenze. Ciò dunque è avvenuto anche quando da più parti veniva invocato lo stop alla dismissione del patrimonio pubblico, e alla necessità di mettere in atto politiche per ripopolare il centro storico. Tutto questo purtroppo non ci sorprende dal momento in cui già in fase di approvazione del Piano Operativo, nel 2023/24, veniva aggiunta una scheda che autorizzava la trasformazione privata (ovvero la vendita) di un bellissimo bene pubblico quale l’Ex Ospedale San Giovanni di Dio in Borgognissanti. Le visure mostrano decine e decine di unità immobiliari alienate nel Comune di Firenze negli ultimi anni, distribuite in diverse zone della città: da via Vittorio Emanuele II (dove ancora oggi è aperto un bando pubblico per la vendita di altro immobile) a via San Niccolò, da via Fedele Soldani a via del Pino, fino a via Canacci, via del Porcellana e via Palazzuolo». Comincia così Cecilia Del Re, capogruppo di Firenze Democratica.

«È un segnale chiaro – secondo Del Re – di come oltre al tema dismissione del patrimonio pubblico, vi sia anche il tema di una noncuranza delle politiche di tutela dell’abitare e di quelle poi legate alla residenza in centro storico, alimentando così la trasformazione ad uso turistico della città, e sottraendo alloggi alla residenza stabile. Le vendite sono avvenute con l’assenso del comune, posto che le procedure per l’alienazione del patrimonio pubblico prevedono questo passaggio come obbligatorio. Non conosciamo i prezzi a cui sono stati acquistati questi immobili, perché anche le aggiudicazioni delle vendite non sono state pubblicate. Abbiamo fatto accesso agli atti anche per avere questi documenti».

«Anche alcuni degli immobili alienati da Montedomini negli ultimi anni – come quelli di via Giardino Serristori, e quelli in via San Niccolò – si trovano in aree centrali dove la pressione degli affitti brevi è ormai altissima, e, incrociando i dati, paiono riconducibili ad attività turistiche poi lì avviate e promosse online. Abbiamo altresì rinvenuto altri immobili ancora oggi di proprietà di Montedomini, dati in locazione turistica: ad esempio, in via Magenta 18. Così come abbiamo constatato che molti noti ristoranti e pub del centro storico sono in affitto in immobili di proprietà di Montedomini».

«Questi dati – conclude Del Re – testimoniano un processo di progressiva riduzione del patrimonio pubblico e di distorsione del fine sociale di Montedomini, posto che, come noto, questi immobili avrebbero dovuto rappresentare una risorsa per politiche sociali e abitative».