Piazza Beccaria, una petizione per salvare i reperti archeologici: riemerge un complesso trecentesco forse legato a Giotto

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Dagli scavi di piazza Beccaria, ormai definibili più archeologici che tranviari, stanno riemergendo in questi giorni gli imponenti resti di un posto di guardia trecentesco collegato alle mura arnolfiane.

 

A circa due settimane dalla scoperta, il quadro archeologico appare ormai più chiaro. Il sito si distingue innanzitutto per la sua notevole estensione e per il buono stato di conservazione delle strutture: sono stati individuati poderosi basamenti murari, il perimetro del posto di guardia con alcuni dei suoi ambienti e la volta esterna in pietra del ponte che permetteva di superare il fossato posto a protezione delle mura cittadine.

Quest’ultimo ritrovamento è coerente con la precedente arcata in pietra emersa nel dicembre scorso e consente di ricostruire con maggiore precisione l’aspetto originario dell’intero complesso architettonico. Le mura, imponenti e accuratamente costruite, testimoniano l’importanza strategica che quest’area doveva rivestire nella Firenze medievale.

La novità emersa nelle ultime ore riguarda la possibile attribuzione del progetto, o almeno della supervisione dei lavori, a Giotto, che proprio in quel periodo sarebbe stato incaricato di intervenire nella sistemazione di alcune zone della città. Si tratta di un’ipotesi di grande suggestione che, qualora fosse confermata dagli studi, accrescerebbe ulteriormente il valore storico e artistico del ritrovamento.

Cittadini, turisti e passanti che costeggiano il cantiere rimangono impressionati dalla monumentalità delle strutture riportate alla luce. Un patrimonio che, secondo quanto confermato dalla stessa Soprintendenza, non sarebbe in conflitto con il tracciato previsto per la tramvia.

Per chiedere la tutela e la valorizzazione dei nuovi ritrovamenti, Jacopo Bianchi, conosciuto su YouTube con il nome di Jacopovideo, ha avviato una raccolta firme affinché i reperti archeologici non vengano «coperti, rimossi, distrutti o cementificati», come sarebbe già avvenuto per i resti rinvenuti nell’area di piazza Beccaria sul lato di via Gioberti.

La petizione può essere consultata e firmata al seguente indirizzo: https://c.org/xsMh662MRH

L’auspicio di tutti coloro che hanno a cuore la straordinaria storia di Firenze è quindi che venga individuata la conservazione e la valorizzazione permanente del sito, visto che non interferisce con i binari e con la tramvia. Dopo il lungo e delicato lavoro degli archeologi, rendere visibile questo complesso anche in futuro significherebbe preservare una pagina unica della storia della città e restituirla alla conoscenza dei fiorentini e dei visitatori.