Frittelli dà forfait, il confronto slitta al 3 agosto. Italia Viva sulle barricate: «Chi ha paura della trasparenza?». Sinistra Progetto Comune incalza. Montedomini è screditata dalle opposizioni o dal tradimento dei suoi dirigenti?
La Commissione Controllo di oggi su Montedomini è finita in scontro. Il presidente dell’ASP, l’avv. Maurizio Frittelli, non si è presentato. Ma aveva comunicato la disponibilità per lunedì 3 agosto. «C’è stata un’ampia e anche serrata discussione sul caso Montedomini, purtroppo con due sedie vuote, perché l’azienda ha legittimamente scelto di non delegare altri dirigenti», riferisce a margine il presidente Paolo Bambagioni, che informa della convocazione di «una seduta straordinaria per il 3 agosto per approfondire tutti i nodi irrisolti».
Botte subito da Italia Viva, dopo l’affondo dell’ex sindaco Renzi. «Da due settimane ogni proposta delle opposizioni per discutere di Montedomini viene respinta. Prima la comunicazione in Capigruppo, poi le mozioni in Consiglio, oggi la commissione disertata dai vertici», attaccano Francesco Grazzini e Francesco Casini, capigruppo di Italia Viva – Casa Riformista in Comune e Regione.
«Avranno ritenuto i propri impegni più importanti della trasparenza verso i cittadini. Se il presidente non manda nemmeno un delegato se ne assume la responsabilità politica. Lo chiederemo lunedì», proseguono. E poi rilanciano sul merito: «Ci accusano di gettare ombre. È il contrario. Proprio perché riconosciamo il valore storico di Montedomini chiediamo di discuterne. Quando la risposta è sempre “di questo non si parla”, chi danneggia davvero l’istituzione?».
«Una maggioranza sicura chiarisce e si confronta. Qui abbiamo visto solo porte chiuse. La domanda è semplice: la maggioranza condivide il modo con cui Montedomini ha gestito il patrimonio? Ha fiducia in chi la guida? È di questo che vogliamo parlare», la stoccata finale.
Ancora più dura Sinistra Progetto Comune. Dmitrij Palagi sposta il tema dalla singola assenza alla storia di vent’anni: «Il problema non è una persona. Il problema è come si è arrivati fin qui. Dal 2006 il Consiglio ha un potere di vigilanza mai esercitato. In vent’anni quel patrimonio è passato dall’assistenza alla rendita».
E porta i documenti: «Il 30 ottobre 2025 lo Sportello Unico ha ricevuto una SCIA per «locazione breve/turistica a carattere imprenditoriale» per il primo piano di via Guelfa 81. Chi l’ha presentata dichiara di detenere l’appartamento in locazione con atto del 25 luglio 2025, quattro giorni dopo il contratto sedicennale dell’ASP con 130mila euro di lavori a scomputo. 58 metri, categoria A/3, 4 posti letto di cui 2 sul divano letto. Periodo “infra-settimanale”». Tradotto: una casa da famiglia in un immobile nato per l’assistenza, usata per turismo a rotazione settimanale.
«Vogliamo sapere se sono stati fatti i controlli nei 60 giorni, come è stata istruita la pratica col nuovo regolamento anti-turistificazione, e l’elenco di tutte le SCIA sugli immobili Montedomini. E soprattutto l’elenco ventennale delle comunicazioni al Comune previste dallo statuto. Basta ipocrisie. Il pubblico non può fare la rendita privata».
Dall’altra parte la linea di difesa è chiara: agguato politico. Per Vincenzo Pizzolo di AVS-Ecolò «l’unico scopo era avere un palcoscenico per un processo in contumacia. Frittelli aveva già dato 3 date, tra cui il 3 agosto. Noi vogliamo chiarezza, ma non l’uso politico della Commissione».
Ancora più duro Marco Semplici, ex centrodestra oggi nella civica Sara Funaro Sindaca: «La commissione si è trasformata in un set per i social. L’assenza era nota. Frittelli aveva già dato la disponibilità. Perché questa polemica? Come maggioranza la nostra linea è trasparenza. Il 20 luglio l’assessore Bettarini ha già detto che i dettagli sarebbero arrivati dopo il CdA del 29 e sarebbero stati dati a tutti il 3 agosto. A che prezzo si lede l’immagine di Montedomini solo per una riga sui giornali? Il controllo del Consiglio viene dopo le scelte dell’ASP. Limitare l’autonomia dell’ente è sbagliato».
«La convocazione era inutile e pretestuosa. Bambagioni lo sapeva – sostiene Luca Milani, capogruppo PD -. I vertici avevano chiesto di spostare a lunedì. Invece è stata orchestrata una scenetta per screditare. Noi siamo pronti ad ascoltare lunedì e fare considerazioni con serietà istituzionale, quella che oggi è mancata».
Resta sul tavolo la domanda posta dalle opposizioni e mai risposta: Montedomini deve continuare a gestire parte del suo patrimonio per generare rendita o deve tornare alla missione socio-assistenziale? La risposta, per ora, il 3 agosto.

