Asfalto a 58 gradi: il termometro smonta la favola della città “verde”

GERMOGLI PH: 5 GIUGNO 2022 FIRENZE  VIALI DI CIRCONVALLAZIONE CALDO AFA TEMPERATURE RECORD

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Basta un termometro per smontare anni di retorica sul “verde” dell’amministrazione fiorentina

 

La pagina del Corriere Fiorentino di ieri venerdì 7 agosto mostra una cosa semplicissima e, proprio per questo, difficilissima da smentire: dove ci sono alberi, verde e ombra si sta meglio. Dove ci sono cemento e asfalto, si soffoca.

A piazza Pitti il termometro arriva a 58 gradi. A piazza della Signoria 48. A Santa Croce 46. Dove invece il verde crea ombra, le temperature scendono sensibilmente. Non servono convegni sulla “riforestazione urbana”, né slogan sulla città resiliente. Servono alberi. E soprattutto servono alberi che abbiano il tempo e la cura necessaria per crescere. Perché piantare oggi un alberello non significa avere domani una chioma capace di fare ombra: servono anni, spesso decenni, prima che una nuova alberatura possa offrire una parvenza di quella protezione che garantiva l’albero adulto abbattuto.

è qui che la politica dell’amministrazione diventa francamente incomprensibile. Abbiamo sacrificato almeno una generazione di persone — giovani, adulti, cittadini di oggi — al tempo necessario perché le nuove alberature possano finalmente crescere abbastanza da restituire una vera chioma alla città. Nel frattempo, però, continuiamo a creare cemento, asfalto e nuove isole di calore in nome della cosiddetta “cura del ferro”. Alberi maturi sacrificati oggi, promesse di nuovi alberi domani. Peccato che un albero appena piantato non possa sostituire un albero adulto, né per l’ombra né per la capacità di mitigare le temperature. Quando si abbatte, poi non è affatto scontato riuscire a ritrovare nuovi alberi. Non basta piantarli sulla carta. Bisogna farli crescere, mantenerli, proteggerli e soprattutto aspettare che diventino alberi veri.

E così Firenze si trova davanti a una politica che sembra costruita per rincorrere i problemi che essa stessa contribuisce a creare: prima si taglia, si cementifica e si impermeabilizza; poi si annunciano progetti per rendere la città più verde e combattere il caldo.

E gli pseudoverdi di AVS, comodamente seduti sugli scranni di Palazzo Vecchio, hanno qualcosa da dire? Oppure la tutela dell’ambiente vale soltanto quando non mette in discussione le scelte della maggioranza di cui fanno parte? Perché davanti a 58 gradi sull’asfalto, la questione non è più ideologica. È una questione di matematica e di tempo: un albero adulto si può abbattere in poche ore, ma per ricostruire quella chioma servono decenni. E nel frattempo saranno i fiorentini a vivere, estate dopo estate, dentro il conto presentato da queste scelte.