Maltempo a Firenze, banchini rovesciati a San Lorenzo: Masi (M5S) attacca il Comune «perché i mercati su strada esclusi dai divieti?»

GERMOGLI PH: 5 GIUGNO 2022 FIRENZE CENTRO STORICO MERCATO DI SAN LORENZO TURISTI TURISMO

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L’ordinanza della sindaca per l’allerta arancione del 21 agosto chiudeva parchi e mercati nelle aree verdi, ma non quelli su strade e piazze. Il capogruppo M5S presenta un’interrogazione.

 

Banchi rovesciati dal vento al mercato di San Lorenzo durante il temporale del 21 agosto. Ora è un caso politico. A sollevare la questione è Lorenzo Masi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, che annuncia un’interrogazione per chiedere chiarimenti sull’ordinanza della sindaca n. 151 del 20 agosto.

Il provvedimento, emanato in vista dell’allerta arancione, disponeva dalle 22 del 20 agosto alle 18 del 21 la chiusura di parchi, giardini, cimiteri e ciclopiste fluviali e vietava le attività all’aperto nelle aree interessate. Per i mercati, il divieto riguardava solo le attività allestite con attrezzature mobili nei giardini, nei parchi pubblici e nelle aree verdi.

Sono rimasti fuori, quindi, i mercati su strada e nelle piazze cittadine, come quello di San Lorenzo.

«Le immagini e le cronache dei banchini rovesciati dalle forti raffiche dimostrano che il rischio non riguardava soltanto parchi e aree verdi», afferma Masi. «L’ordinanza prendeva atto di una previsione particolarmente critica, con intense raffiche di vento e grandinate. Se il pericolo era il vento, occorre capire perché la valutazione sia stata circoscritta alle aree verdi e non estesa anche a strade e piazze dove ci sono banchi, tende e strutture mobili».

Il capogruppo precisa che non si tratta di sostenere che il mercato fosse aperto in violazione dell’ordinanza. «Il problema è esattamente il contrario. Vogliamo capire perché l’ordinanza non abbia previsto misure precauzionali anche per i mercati su strada a fronte di un’allerta di questo livello», aggiunge.

Con l’interrogazione Masi chiede quali valutazioni siano state effettuate dalla Protezione Civile e dall’amministrazione, se sia stata presa in considerazione la sospensione dei mercati cittadini e per quale ragione si sia deciso di limitare il divieto alle sole aree verdi.

«Una misura precauzionale che avesse ricompreso anche i mercati su strade e piazze avrebbe molto probabilmente evitato il caos di San Lorenzo. La sicurezza va valutata sul rischio concreto e non sulla classificazione dell’area», conclude Masi, chiedendo se alla luce dell’episodio il Comune intenda rivedere i protocolli per le future allerte, prevedendo la sospensione anche dei mercati con strutture mobili su strade e piazze quando è segnalato un rischio concreto di forti raffiche.