Al caos della viabilità contribuiscono anche gli ultrà della Fiesole. È comunque emergenza carburanti. La Firenze sui giornali di martedì 25 agosto

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Come previsto e prevedibile, la “rivoluzione della circolazione” ha creato soltanto più disagi, scontentando, si pensi un po’, non solo gli automobilisti, ma persino i ciclisti: è quanto emerso da un’inchiesta sul campo condotta tra piazza Alberti e via De Sanctis da La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, coi residenti che già prevedono la fine della relativa linearità della mobilità dopo le ferie, mancando poi, come se tutto ciò non bastasse, le strisce pedonali all’uscita del sottopassaggio che collega la piazza con via Lungo l’Affrico. Altri divieti di sosta e transito, fa sapere il Corriere Fiorentino, scatteranno anche sui lungarni Diaz, Serristori e Torrigiani e su Ponte Santa Trinita per il corteo organizzato stasera alle 21 dalla Curva Fiesole per il centenario della Fiorentina. Al traffico si somma, come una beffarda ironia della sorte, la crisi dei carburanti, rendendo la viabilità un lusso a tutto campo: rispetto a Ferragosto si è assistito addirittura a un rincaro, che porta i prezzi della benzina a una forbice tra i 2 e i 2,329€, 1,900€ per la verde, quale non la si vedeva dall’escalation del conflitto ucraino nel 2022. Non è sfuggito, alla FAIB Confesercenti ripresa da La Nazione Firenze, il peso delle speculazioni all’ombra della crisi mediorientale, che causerà, se non affrontata, la chiusura di tanti distributori nelle piccole località. Di analogo tenore la CODACONS, citata dal Tirreno Firenze, che porta l’attenzione sul pericolo di una «maxi stangata controesodo», l’impennata, cioè, dei prezzi per tutti coloro che rientrano dalle ferie. Ambedue i rotocalchi concordano nel sottolineare come non vi sia nessuna contromisura prevista per il momento. Stessa tendenza si registra nel settore dell’artigianato, dove uno studio della CGIA di Mestre, rilanciato anch’esso da La Nazione Firenze, ha contato 1.500 botteghe scomparse nel solo 2025, un calo del 5% in tutta la provincia rispetto all’anno precedente, mentre nell’intera Toscana il dato si attesta sul -5.4%, intermedi tra Bologna (-7.5%) e Venezia (-4.9%). Manco a dirlo, tengono solo parrucchieri, estetisti, massaggiatori, tatuatori e «content creators», insieme agli alimentari da asporto, per la gioia dei fiorentini del nostro tempo e grazie a loro che di tempo, tra l’altro, ne hanno parecchio. Un cambiamento socio-economico il cui significato è pari forse a quello, verificatosi nel Meyer, dell’abbandono da tanti a lungo agognato di Marco Carrai della presidenza dell’omonima Fondazione, che da settembre verrà verosimilmente guidata da Luigi Salvadori, ex presidente di Confindustria dal 2017 al 2019 e presidente della Fondazione CR fino al 2023, sull’onda dell’insediamento di Federico Gelli come direttore generale. A corollario di tutto ciò, una piccola digressione, firmata dal Tirreno Firenze, partita dalle parole di Giuseppe Conte riguardo all’ideologia woke apparse su La Repubblica, per le quali la sinistra dovrebbe disfarsene per tornare a occuparsi di temi più concreti e generalmente sentiti. Ovvia la levata di scudi di PD e AVS, i quali, ad ogni modo, non hanno mai difeso né i diritti civili, che già ci sono e per tutti, né quelli sociali. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli