«Viale Matteotti, siamo andati in deroga»: l’assessore Giorgio risponde sulle corsie. Su un post instagram

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Alla richiesta formale del consigliere Luca Santarelli, arrivata attraverso un comunicato del Comune, l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio replica sotto un video sui social

 

Il 20 agosto Alberto Martini di Aria Nuova per Firenze misura le corsie di viale Matteotti in due video-sopralluoghi: 2,71, 2,77 e — in un punto diverso del viale — 2,51 metri. Il 21 il consigliere Luca Santarelli, del Gruppo Misto-Noi Moderati, porta la questione dentro Palazzo Vecchio con un comunicato diffuso dai canali del Comune e chiede alla sindaca e all’assessore di dire, «con massima urgenza e senza indugio», se le nuove corsie rispettino il regolamento del Codice della strada.

La risposta è arrivata il 23 agosto. Non in Consiglio comunale, non con una nota dell’amministrazione: in un commento pubblicato dall’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio sotto un video Instagram dello stesso Santarelli.

«Nel tratto di Matteotti, tratto più stretto di tutti i viali, le due corsie sono previste in deroga alle larghezze prescritte dal codice e tutto ciò è conforme alla legge e motivato dalla necessità di salvaguardia delle alberature esistenti, obiettivo fermo in ogni intervento urbano a tutela del verde.

Il D.M. 5/11/2001, obbligatorio (salvo deroghe motivate) per la progettazione e realizzazione di nuove strade, costituisce solo un riferimento e non un vincolo assoluto per gli interventi di adeguamento delle strade esistenti, che è il caso dei viali. […]

In quel tratto la sede tramviaria è della dimensione minima possibile e le due corsie sono regolari, il tutto è stato fatto per preservare gli alberi e inserire nel contesto urbano la tranvia.

Aggiungo che con l’attivazione della linea 3.2.1 i bus urbani non percorreranno i viali perché saranno sostituiti nei collegamenti di lunga percorrenza dalla tranvia e dalla rivisitazione del sistema del bus per efficientare il servizio e renderlo più puntuale.»

Va riconosciuto che su un punto Giorgio ha certamente ragione. Il decreto ministeriale del 2001 che fissa le larghezze di corsia per tipo di strada — 3,25 metri sui viali classificati di scorrimento, 3,50 dove passano gli autobus — è stato successivamente circoscritto, nel 2004, alle sole strade di nuova costruzione. Viale Matteotti non è una strada nuova. Quel decreto, per le strade esistenti, è oggi «di riferimento»: e «di riferimento» è esattamente la formula che usa la norma. L’assessore la sta citando alla lettera.

Ma è l’assessore stesso a usare una parola che apre una porta diversa: deroga. Ed è una parola che, nell’ordinamento italiano, non si pronuncia a vuoto. Il Codice della strada consente di derogare agli standard geometrici solo quando particolari condizioni locali, ambientali, paesaggistiche, archeologiche o economiche impediscono di rispettarli, e purché sia comunque assicurata la sicurezza stradale. Le alberature dei viali, in astratto, stanno dentro quel perimetro: è una motivazione che si difende. Ma una deroga, per esistere, deve essere stata istruita, motivata e messa per iscritto. Da qualche parte, insomma, deve esserci una carta che dice quello che l’assessore ha scritto sotto un video.

E qui il ragionamento si morde la coda. Perché nella riga successiva Giorgio afferma che quel decreto «costituisce solo un riferimento e non un vincolo assoluto» per le strade esistenti. Ma non si deroga da un riferimento: si deroga da un vincolo. Se il decreto non vincola, non c’è nessuna deroga — c’è una scelta progettuale discrezionale. E qui arriva il punto che nessuno ha ancora messo sul tavolo: lo stesso decreto del 2004 che ha ammorbidito il vincolo ha imposto, in cambio, un obbligo secco. I progetti di adeguamento delle strade esistenti «devono contenere una specifica relazione» che dimostri come l’intervento, nel suo complesso, produca non solo un miglioramento funzionale della circolazione ma anche un innalzamento del livello di sicurezza. Non è una facoltà, è una condizione. Più lo standard si allenta, più il peso si scarica su quel documento.

Nello stesso commento l’assessore aggiunge che, con l’attivazione della linea, i bus urbani non percorreranno più i viali. Ma è appunto il futuro: i lavori sono previsti in conclusione a fine 2026, e oggi su quei viali transitano numerose linee urbane, oltre ai mezzi pesanti, ai bus turistici, ai veicoli di soccorso e alla raccolta rifiuti, che non spariranno con il tram. E una riorganizzazione della rete di quella portata non è un’intenzione: è una delibera. Anche quella, un atto.

In un’amministrazione pubblica, una cosa esiste quando è scritta. Se davvero su viale Matteotti si è scelto di stringere le corsie per salvare gli alberi, quella decisione non è nata nei commenti di un video: è nata anni fa, dentro un progetto, e da qualche parte deve essere conservata. Non chiediamo all’assessore di ripetere quello che ha già detto. Chiediamo di vedere quello che c’era prima che lo dicesse:

  • Un documento che dica chi ha deciso la deroga e in base a quale norma.
  • Un documento che dimostri che corsie più strette non rendono il viale più pericoloso — la legge lo pretende.
  • Il punto del progetto in cui gli alberi sono indicati come la ragione della scelta.
  • E le misure, corsia per corsia, nel tratto tra piazza della Libertà e piazzale Donatello. A cui varrebbe la pena aggiungere una misurazione ufficiale, con verbale, là dove è stato rilevato il 2,51.

Resta un ultimo punto, che non riguarda le corsie. Un consigliere comunale ha posto una domanda attraverso i canali istituzionali del Comune. La risposta è arrivata sotto un video Instagram, motivata dall’esigenza di replicare a commenti «sopra le righe». Il contenuto di quel commento non è irrilevante: contiene l’ammissione di una scelta in deroga e la sua motivazione. In un question time sarebbe diventato un atto — verbalizzato, opponibile, corredabile di documenti. In un commento social resta una frase che si può modificare o cancellare in qualunque momento. È la ragione per cui, adesso, servono le carte.

Saremo lieti di pubblicare integralmente una replica dell’assessore Giorgio, e i documenti richiamati in questo articolo non appena saranno resi disponibili.