Viale Matteotti, esposto di Sabatini (Lista Schmidt): «Quelle corsie rispettano le regole e le condizioni della deroga?»

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La richiesta è semplice: misurare le corsie e controllare se siano rispettate le condizioni che consentono la deroga alla normativa. Ma dietro l’esposto si riapre lo scontro politico sulla progettazione della 3.2.1.

 

Viale Matteotti finisce ufficialmente sotto esame. Dopo mesi di contestazioni sulla nuova viabilità legata alla tramvia 3.2.1, il consigliere della Lista Civica Eike Schmidt Massimo Sabatini ha deciso di presentare un esposto al Corpo di Polizia Municipale di Firenze, chiedendo di verificare la larghezza delle corsie e il rispetto delle condizioni previste dalla deroga alla legge. Non più soltanto filmati, sopralluoghi e polemiche politiche, dunque, ma una richiesta formale agli organi preposti perché siano effettuate misurazioni e controlli su una delle arterie interessate dai lavori della nuova linea.

«Questa mattina ho deciso di presentare un esposto al Corpo di Polizia Municipale di Firenze per chiedere la verifica della larghezza delle corsie di viale Matteotti e del rispetto delle condizioni previste dalla deroga alla legge», afferma Sabatini, riportando al centro della discussione un tema già sollevato nei mesi scorsi: quanto spazio è stato effettivamente lasciato alla circolazione e sulla base di quali presupposti è stata autorizzata l’eventuale deroga? Il consigliere sostiene di avere sollevato «fin dalla primavera del 2024» numerose questioni sulla realizzazione della 3.2.1 e considera arrivato il momento di trasformare le contestazioni politiche in verifiche ufficiali. Nel suo bilancio dei lavori ricompaiono anche i cordoli metallici sporgenti dalla carreggiata, già denunciati attraverso alcuni video e successivamente rimossi. Sabatini rivendica l’efficacia di quelle segnalazioni, pur sottolineando che la soluzione sarebbe arrivata con un ritardo di circa un anno rispetto alla loro installazione. Ma il fronte delle contestazioni non si ferma alla carreggiata. Nel mirino finiscono anche i rapporti tra il passaggio dei mezzi ingombranti e le alberature, con rami che, secondo la denuncia, sarebbero stati colpiti durante il transito.

E soprattutto c’è il tema più ampio del patrimonio arboreo lungo il tracciato, che Sabatini considera fortemente compromesso dai lavori: alcune piante sono state abbattute, mentre altre, sostiene, sarebbero esposte a conseguenze che potrebbero emergere soltanto nel tempo. Da qui l’attacco politico alla progettazione complessiva della linea. A due anni dall’avvio dei lavori, secondo il consigliere starebbero diventando sempre più evidenti quelli che definisce gli errori di pianificazione della tramvia. «I sindaci che l’hanno voluta, i progettisti che hanno scelto il tragitto e le maggioranze che hanno approvato tutto si trovano oggi di fronte all’evidenza di un clamoroso errore», sostiene Sabatini, allargando quindi la responsabilità politica ben oltre l’attuale fase di cantiere.

Il riferimento finale è al quadro complessivo delle opere, nel quale il consigliere inserisce anche le criticità del ponte da Verrazzano e i ritardi accumulati o destinati, a suo giudizio, ad aumentare: «Non sono altro che gli effetti di un progetto partito male e che, man mano che procede, appare sempre peggiore», conclude. L’esposto sulla larghezza delle corsie introduce così un nuovo capitolo nella lunga controversia sulla 3.2.1: la questione non è più soltanto se la nuova configurazione di viale Matteotti sia opportuna o condivisibile, ma se rispetti concretamente i requisiti normativi che ne consentono la realizzazione. Sarà ora la Polizia Municipale, attraverso le verifiche richieste, a dover chiarire un punto molto concreto: misure alla mano, quelle corsie rispettano le regole e le condizioni della deroga?

Foto: Facebook