Dal basso e in seno a se stesso, il PD e il campo largo si trovano sempre più schiacciati tra l’incudine e il martello degli attacchi delle opposizioni e delle contraddizioni interne. Queste ultime vengono propiziate persino dalla contrarietà alle primarie, espressa senza mezzi termini dallo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo su La Repubblica ieri e le reazioni all’articolo del quale sono riportate oggi dalla sua sezione fiorentina. Concorda con lui il segretario toscano di Sinistra Italiana, Dario Danti, mentre le sostengono M5S, Casa Riformista e, con sfumature critiche, PD. Incalzano, a Palazzo Vecchio, Fratelli d’Italia, Lista Schmidt e Lega: la prima contestando il bando su Palazzo Giovane, di proprietà della Casa della Creatività e incentrato sul ristorante Quinoa, ubicato nel cuore del centro storico; la giunta si scherma asserendo che si tratterebbe di una semplice «proroga», mentre però è letteralmente dietro l’angolo, essendo prevista per lunedì, la scadenza di quelle dei permessi per i dehors: restano così aperte le «4 grandi partite» di piazza Pitti, piazza della Signoria, piazza della Repubblica e piazza Santa Maria Novella, informa e ricorda contestualmente il Corriere Fiorentino insieme, nel caso di Palazzo Giovane, al Tirreno Firenze. La seconda e la terza formazione sopracitate, dal canto loro, sono passate all’offensiva sulla questione delle corsie di viale Matteotti, troppo strette per il futuro passaggio della tranvia e anche rispetto al decreto ministeriale del 2001, che indica larghezze di 3.25m per le strade urbane di scorrimento e 3.50m per i mezzi di trasporto pubblico, laddove quelle in esame si fermano a 2.71 e 2.77 rispettivamente. Già il consigliere Santarelli (Noi Moderati) se n’era occupato la settimana scorsa: ora è arrivato l’esposto alla Polizia Municipale del suo collega Massimo Sabatini, cui si accompagna l’annuncio di accesso agli atti effettuato dal rappresentante leghista Guglielmo Mossuto, a quanto ci giunge, anche qui, da Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze. Restando in tema autobus, il pasticcio non finisce qui: Funaropoli vede andare in scena veri e propri cortocircuiti logici e ideologici nel momento in cui si annunciano “centri per la disconnessione digitale” contemporaneamente a iniziative come Ti Porta Firenze, prevedenti sconti per ragazzi dagli 11 anni di cui però possono godere solo accedendo all’app dal cellulare. Ne restano quindi loro malgrado esclusi i figli di chi, come uno dei sempre più rari esemplari di genitori attenti e capaci intervistato da La Repubblica Firenze, ritiene prematuro concedere l’uso dello smartphone alla figlia undicenne. Altre problematiche vengono invece affrontate in maniera assai più violenta e trinariciuta, come in piazza Dalmazia, dove un guasto al mezzo ha fatto dare in escandescenze un passeggero di mezza età, fiorentino e probabilmente ubriaco (così dal resoconto di Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, che hanno dato notizia del fatto increscioso insieme a La Repubblica Firenze e Il Tirreno Firenze) che, minacciando l’autista di “spaccargli la faccia” qualora non avesse ripreso la guida, l’ha aggredito con un pugno al mento, e l’intervento degli altri a bordo ha scongiurato il peggio. Già prima, sono le testimonianze, aveva preso a male parole una collega del malcapitato che lo guardava mentre insultava la loro categoria. Un episodio analogo si è verificato in via Brunelleschi, ma ai danni di una coppia da parte di un 25enne marocchino e un 17enne algerino, che hanno spruzzato spray al peperoncino sulla donna per rubare un Rolex, poi rivelatosi finto, a lui: i delinquenti sono stati fermati e il maggiorenne è stato tradotto in carcere; il minorenne, curiosità rilevata da Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, era alloggiato in un B&B in via Ricasoli, a conferma di come queste strutture fin troppo facilmente si prestino a far da base per il crimine. Di stretta su norme e regolamenti, però, si parla solo al Bargello, contro «bagarini, comitive e cafoni», sintetizza il secondo, in quella che si configura come un’offensiva frontale contro i primi, che operavano sotto forma di «saltafila» per far entrare turisti a biglietti già esauriti; limiti sull’entità dei gruppi ordinari (20 persone) e scolastici (25), divieto di introdurre cibi e bevande oltre la bottiglietta d’acqua, niente più bastoni per i selfie, racchette da trekking e ombrelli lunghi. Ma come si dice, fatta la legge trovato l’inganno: il Comitato Salviamo Firenze ha scoperto false escursioni e lezioni di cucina usate come copertura per un consumo smodato e illimitato di alcol, mettendo a rischio l’ordine pubblico e la sicurezza urbana dal momento che molti addirittura si presentano già ebbri. Ecco quindi spiegato, su La Nazione Firenze, come i gestori disonesti tra piazza della Signoria, Borgo Pinti e via della Mattonaia hanno aggirato le nuove normative di marzo. Il tutto mentre, paradosso dei paradossi, su La Repubblica Firenze leggiamo i dati di Cantina Italia relativi a come i consorzi vinicoli si siano trovati costretti a tagliare del 20% la vendemmia per il «troppo vino invenduto», tra «dazi, crisi e gusto dei giovani»: si parla, nel concreto, di 740 milioni di bottiglie ferme nelle cantine, per un totale di 5.600.000 ettolitri a giugno. In Toscana, al contempo, si «soffre» anche per l’energia: è l’azzeccatissimo verbo impiegato dal Tirreno per descrivere la vulnerabilità della nostra regione, quarta in Italia per esposizione allo shock energetico per quanto riguarda il mercato dei combustibili fossili, il che si tradurrà in bollette ancora più esose. E se basta il pensionamento di due dottori per lasciare «tutto il territorio di Figline e Incisa, Reggello e Rignano» senza medici di famiglia, ben ci accorgiamo come, continuando a sfogliare La Nazione Firenze, l’intero sistema stia venendo giù e paralizzando tutto, proprio come la quercia crollata a Scandicci. (JCM)


