La legge di Pascal(e)

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Sicurezza, diritti, economia nella stessa ricetta liberale insieme. La via di Francesca Pascale. Le stoccate a Forza Italia e alla Firenze di oggi.

 

«Il successo di AfD una deriva? Prima domandiamoci il perché. Le persone votano non di pancia ma per paura, per come si sono trasformate le nostre città. Anche Firenze è irriconoscibile». E le risposte devono arrivare «da un partito con un’anima liberale», soprattutto in economia e politica estera. Dritta al punto. Promuove i diritti con una postura liberale: «Sono convinta che non vada lasciata l’egemonia a una sinistra che declina il tema in termini di gender e inclusione. Sono per la libertà, per l’amore, per il rispetto. Vedo le nuove generazioni molto più avanti delle nostre. Certo, non farei gareggiare alle Olimpiadi gli atleti che cambiano sesso». Solare e graffiante, Francesca Pascale si presenta con un look elegante-sportivo. E una borsa che allo Chalet Fontana attira subito i complimenti di una cliente francofona. Il viaggio della sua vita l’ha portata nella campagna toscana.

Pascale ci legge, Pascale ci apprezza, ci fa molto piacere, ci sarà più spazio per un’idea liberale.

Qualche tuono in lontananza annuncia l’attesa svolta climatica, quella politica può attendere. «Ho fiducia nella famiglia (Berlusconi, ndr)», confida al nostro giornale. «Sanno leggere i sondaggi e i sondaggi ci vedono sempre più bassi». «Perfino Alleanza Verdi e Sinistra di Bonelli ci supera ed è incredibile», l’affondo di Pascale.

Si parla molto del fine vita e dello scatto del Veneto, voluto fortemente da Luca Zaia. Pascale condivide la proposta di un convegno aperto a tutte le sensibilità, anche ai giuristi cattolici, per individuare i vuoti normativi ed eventualmente colmarli.

Una stoccata alla Firenze di Funaro: «Il centro è brutto. È inaccettabile vedere attività come minimarket ovunque. E il paradosso è che per un italiano aprire un’attività è una vera impresa, mentre si vedono ditte apri-e-chiudi a un passo dal Cupolone. Per combattere il razzismo siamo diventati razzisti contro noi stessi? Sì, sulla legalità la sinistra ha perso la faccia».

Condividiamo anche alcune riflessioni sul destino dei servizi pubblici (acqua, energia, rifiuti), alla luce dei travagli della multiutility Plures: anche in questo caso deve prevalere un approccio liberale, coinvolgendo i privati. E Pascale apprende con interesse della nostra inchiesta sui protocolli contro la biocontaminazione.

Poi ci rivela di avere una data sul calendario: 28 settembre. Prenderà la tessera di Forza Italia? «Prenderò la tessera quando i tesseramenti, così come la classe dirigente, saranno all’altezza della storia del padre fondatore – tuona contro lo stato maggiore del partito –; per ora vedo solo gente confermata in Italia, mentre a Bruxelles preparano le manette». Diluvio universale su Firenze, forse non solo; chiudiamo con un ricordo di Silvio: era italianissimo, aveva dei difetti. Ma non riusciamo a capire quali.