Covid e Commissione: insofferenza in Fratelli d’Italia per le parole di Schillaci

Ministro_Orazio_Schillaci

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Due articoli di oggi colgono, da due angolazioni diverse, la rilevanza dei lavori della Commissione Covid. E la centralità delle evidenze che stanno emergendo. E si parte proprio dalle sorprendenti parole, come da La Firenze che Vorrei evidenziato ieri, viste le inchieste sui protocolli contro la biocontaminazione, del Ministro Schillaci. Il quotidiano diretto da Claudio Cerasa fotografa il piano politico: dentro Fratelli d’Italia sta montando l’insofferenza verso Schillaci proprio dopo l’intervento alla Festa del Fatto alla Versiliana, dove alla domanda sull’utilità della Commissione ha risposto che il Covid «è stato un dramma nazionale» e che parlarne oggi «non porta voti», salvo poi provare a metterci una pezza, con una sintassi approssimativa, dicendo che «laddove la cosa riavvenisse, si può migliorare». Un’uscita che, secondo Il Foglio, ha irritato proprio FdI, che con il presidente Marco Lisei e il capogruppo Galeazzo Bignami ha fortemente voluto la Commissione Covid e che vede nelle audizioni, cavalcate anche da Il Tempo, uno strumento per accertare le responsabilità, mentre sullo sfondo, sempre secondo Il Foglio, si riaprono vecchie tensioni tra Meloni e Schillaci già viste sul caso Nitag e sulla riforma dei medici di base e si affaccia, in caso di conferma del centrodestra al governo, l’ipotesi Gemmato alla Salute. Il Tempo, con Alessio Buzzelli, informa sui lavori di oggi della Commissione Covid: alle ore 18:00 a Palazzo San Macuto audizione di Gennaro Lamberti e Pietro Napoletano, presidente e vice di Federlab, l’associazione che rappresenta migliaia di laboratori e poliambulatori privati accreditati, di cui Lamberti è anche nel CDA di Laboratori Italiani Riuniti, HUB di Federlab con esperienza maturata nei mesi della pandemia in medicina del lavoro e sport. Un’audizione che segue quella di Portobello e che riporta al centro il filone delle intermediazioni durante il Covid, con l’avvocato Luca Di Donna, ex collega di Giuseppe Conte nello studio Alpa, indicato come tramite per ottenere, attraverso contratti di consulenza, l’interlocuzione con i vertici di Cassa Depositi e Prestiti e, di conseguenza, l’accesso a prestiti e commesse. Ribadiamo, alla luce delle inchieste sui protocolli contro la biocontaminazione e sulle sei email inviate dal Prof. Lombardi all’ISS a partire dal 25 gennaio 2020, le nostre domande. Perché Schillaci ha fatto quelle dichiarazioni proprio in questo frangente e proprio alla Festa del Fatto Quotidiano? Il Ministro Schillaci si consiglia con chi gli pare anziché con chi di dovere?