Forse ispirata dal nostro ultimo Focus, l’Avvocatura di Stato, ci giunge notizia da La Repubblica Firenze, ha proposto un risarcimento di 100.000€ per nove vittime delle angherie del Forteto, nell’ottica della causa in corso da tre anni «tra 17 ricorrenti, tra cui parenti di alcune vittime, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri a Genova». Serpeggia comunque la delusione, giacché la cifra inizialmente proposta era molto più alta: 1.700.000€, con tanti ancora che devono avere giustizia. Quella che manca nel contesto della RSA Le Civette, da cui oltre agli anziani, rivelano Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze, dovranno, entro il 31 dicembre, andarsene anche i 29 dipendenti, con tutte le «nubi» e le incognite del caso sul loro prossimo futuro. Per il punto nascita di Nottola a Montepulciano, invece, apprendiamo dal primo essersi mobilitata direttamente l’assessore regionale alla Sanità, Monia Monni, il che rende decisamente improbabile la chiusura paventata. Non solo sanità: anche il mercato immobiliare sta conoscendo una notevole flessione (-8.3% di compravendite tra aprile e giugno di quest’anno rispetto agli stessi due mesi dell’anno scorso): difficile che i limiti agli Airbnb, che avevano fatto impennare i costi generando altre cadute in precedenza, possano avervi una qualche responsabilità, più verosimile il peso dell’aumento dei tassi sui mutui e dell’inflazione, che Il Tirreno, riprendendo gli ultimi dati ISTAT, annuncia aver conosciuto un aumento del 3.3% ad agosto a causa della crisi energetica, riavvicinandosi così ai livelli del settembre 2023, quando giunse a due punti percentuali in più. Il tutto sullo sfondo della perdita di potere d’acquisto per metà dei lavoratori toscani, dati IREF ACLI, e del 5% circa degli abitanti della regione costretto a vivere sotto la soglia di povertà assoluta, secondo l’Osservatorio Sociale Regionale. Prendendo spunto dalla notizia di ieri sul rincaro delle verdure al supermercato, La Repubblica Firenze ha effettuato un’inchiesta all’Esselunga di via Masaccio e alla Coop di San Donato, laddove i clienti sentiti hanno parlato di 800€ al mese che se ne vanno solo nella spesa, rinuncia alla frutta in sé o a quella di qualità per risparmiare, altra che proprio non si trova (sono state menzionate le zucchine), scarsità sempre maggiore, anche per i minori approvvigionamenti dati sia dal caldo che dalla guerra in Medio Oriente, e prezzi sempre più alti. Vengono meno, a quanto leggiamo sul medesimo rotocalco, anche i fondi governativi per le supplenze ATA alla Toscana e ad altre regioni che si sono opposte agli accorpamenti dei mesi scorsi: mentre i sindacati parlano apertamente di «vendetta» e «ritorsione» da parte di un Ministero dell’Istruzione «ancora affascinato dalla funzione sociale dell’umiliazione», nessuna presa di posizione pare essere al momento pervenuta dal governatore Giani, il quale invece attacca la Presidente Meloni per la decisione, giusta e sacrosanta giacché incostituzionale fu la sua adozione (siamo stati gli unici in Europa a pagarlo, con tanto di sanzioni per l’illegittimità di tale tassa), di abolire il bollo auto per le macchine sotto gli 80 kW. Egli non si è così nemmeno preoccupato di nascondere, almeno in minima parte, l’interesse rivolto unicamente al portafogli, giacché ne ha fatta una mera questione di «350 milioni tolti per rimborsarne solo 100», questo secondo il Corriere Fiorentino; per La Repubblica Firenze invece il “maltolto” ammonterebbe soltanto a milioni 200. La sindachessa Funaro è invece ancora imbronciata per la nomina di Marco Giorgetti a commissario della Fondazione Toscana Spettacolo, per gli elogi di Fratelli d’Italia nelle persone del consigliere regionale Zoppini, del senatore Marcheschi e della capogruppo comunale Sirello: i primi due vi vedono una “conferma” della loro opinione positiva circa le sue competenze, la terza domanda retoricamente dell’incoerenza di averlo esautorato anzitempo per poi richiamarlo a «gestire una fase delicatissima». Funaro, invece, difende le proprie scelte ma la situazione dei teatri continua a rimanere tutt’altro che rosea. (JCM)

