A un anno dall’inizio della nuova viabilità “l’imbuto di Coverciano” continua a far discutere. Nonostante la sicurezza aumentata permangono le richieste di revisione della viabilità per gli ingorghi
I residenti protestavano un anno fa: «È un continuo suonare di clacson» e gli autisti di At erano in difficoltà con i bus.
Era ottobre del 2025 quando il nuovo assetto della viabilità per imboccare via Rondinella da via d’Annunzio, è entrato a regime e oggi, a un anno di distanza continua a far discutere.
Fu il consigliere comunale di Italia Viva, Francesco Grazzini, a prendersi carico della vicenda: «è necessario valutare con serietà se l’intervento stia davvero producendo i risultati attesi sulla sicurezza stradale.
Dalle segnalazioni di residenti e commercianti emerge una situazione quotidiana di congestione del traffico, con ingorghi frequenti nella curva stretta creata per l’accesso alla via e un aumento delle soste in doppia fila». Dello stesso avviso anche i sindacati dei ferro tramvieri «Ciò che sta accadendo sulla linea 6 alla strettoia tra via d’Annunzio e via Rondinella è emblematico sulle difficoltà del servizio e non ce lo possiamo permettere: At denuncia chi blocca gli autobus a causa dei parcheggi abusivi, ma questo non basta».
Ovviamente e lo ribadiamo la sicurezza prima di tutto, ben venga quindi un rallentamento se l’obiettivo – dati forniti dall’assessorato – è stato raggiunto con un drastico calo degli incidenti che hanno visto coinvolti i pedoni, ma però a un anno di distanza è sempre più necessario valutare con serietà se l’intervento realizzato su via della Rondinella possa essere migliorato dato che dalle segnalazioni di residenti e commercianti emerge che niente è cambiato e “l’imbuto” è sempre lì con quotidiana congestione del traffico con ingorghi frequenti nella curva (troppo) stretta creata per l’accesso a via Rondinella che ha causato anche un aumento delle soste in doppia fila, che finiscono per peggiorare sia la viabilità e anche la sicurezza stessa dei pedoni costretti a gicane per raggiungere i marciapiedi.
Che il problema per altro del servizio pubblico sia enorme non è una novità e costringere i mezzi di una linea molto importante come quella del 6 a rimanere bloccati per molto tempo nell’imbuto chiede soluzioni urgenti.


