Non ha risparmiato stoccate ai comitati, l’eurodeputato e neo-commissario di Fratelli d’Italia a Firenze, Francesco Torselli.
Nella sua intervista rilasciata a La Repubblica Firenze, egli ha dettato una linea per la quale dovrebbero essere i comitati a «inseguire» i partiti e non viceversa. FdI, nella strampalata concezione di democrazia (tutta oligarchica e partitocratica) degli ex missini, dovrebbe portare i secondi sotto la propria ala ed egemonia, facendo loro la carità di generiche «collaborazioni». Se il partito dà un’idea, argomenta, è il comitato che insegue. Non è però dato sapere su cosa si fonderebbe il senso dell’idea, se i comitati, che vivono più da vicino e senza filtri la realtà del territorio, debbano essere condannati a una perenne e permanente subalternità.
Proprio nell’intervista assistiamo infatti a una contraddizione lampante nel ragionamento di Torselli: da un lato il desiderio esplicitato di «vedere FdI condurre la battaglia contro l’abbattimento degli alberi per la tranvia» e, dall’altra, la sua “posizione personale” per la quale la difende apertamente nella realtà di Novoli, nonostante il contributo logistico da essa dato all’aumento della criminalità e del degrado, che si estenderà, è logico pensare, al resto dei punti della città che verranno toccati dalle nuove linee.
«Coi comitati ok fare battaglie [sic]. Ma non è che FdI li deve inseguire e diventa contro la tranvia, per dire». Ecco come, con questa sentenza, non c’è più bisogno di spingersi fino a Perugia per trovare dimostrazioni del fatto oggettivo per cui Fratelli d’Italia e PD sono molto meno dissimili di quanto si voglia far credere. Da ciò discende anche il ritenere addirittura una «follia» l’ipotesi di rimozione del suo collega di partito Alessandro Draghi dalla carica di vicepresidente del Consiglio comunale, così come la fedelissima ripetizione del mantra dell’assessore Giorgio sulla «perdita dei 300 milioni di finanziamenti» come spauracchio per far proseguire impuniti e al di sopra di ogni controllo i lavori della tranvia. Senza contare l’ammissione esplicita, in sede di intervista, della comunanza di intenti tra FdI e Funaro sulla costruzione della centrale di cybersicurezza targata Leonardo all’ex OTE di via Barsanti.
Ha ancora meno senso, infatti, la lamentela di Torselli circa i comitati che «corrono nell’alveo del centrosinistra o fanno liste loro», soprattutto citando RiBella Firenze che fu l’unico ad appoggiare ufficialmente Eike Schmidt al ballottaggio; ne si hanno esempi, tra costoro, che abbiano altrettanto ufficialmente seguito il “centrosinistra” al di là di qualche scelta o preferenza individuale.
Visto e considerato tutto ciò, è abbastanza evidente che le accuse di Torselli ai comitati, come già quelle di Draghi contro il consigliere Sabatini (Lista Schmidt), menzionato peraltro anche in questa circostanza, tornino tutte indietro come un boomerang a marcare ancora una volta la differenza sostanziale tra chi fa opposizione e chi è mera oppofinzione. Per questo, e non peraltro, taluni sono destinati a perdere non solo per 50 anni, ma anche di più.
In copertina: Wikimedia Commons


