Affitti brevi: e se le restrizioni finissero per danneggiare anche le ultime botteghe fiorentine?

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I turisti che soggiornano negli appartamenti fanno la spesa e alimentano il commercio di prossimità. Un aspetto che rischia di essere ignorato nel dibattito sulle restrizioni

 

C’è un aspetto che sembra completamente assente dal dibattito sulle restrizioni agli affitti brevi: il sostegno economico che questa forma di turismo garantisce all’economia cittadina, al Mercato Centrale, ma anche ai mercati rionali e alle poche botteghe di vicinato ancora rimaste in attività. Sono tornato al Mercato Centrale di San Lorenzo, quello vero, al piano terra, dove si vendono carne, pesce, frutta, verdura e alimentari. I fiorentini qui sono ormai una rarità. Molti hanno abbandonato il centro, altri trovano sempre più difficile raggiungerlo, anche per il parcheggio costoso, angusto e poco accessibile.

Eppure, parlando con alcuni commercianti, ho scoperto qualcosa di molto interessante. Pensavo che la scomparsa dei clienti fiorentini avesse provocato un calo del giro d’affari. Mi hanno risposto che a sostenere oggi le vendite sono soprattutto i turisti che soggiornano negli appartamenti degli affitti brevi. La spiegazione è semplice, direi banale. Il turista che arriva in pullman per poche ore difficilmente compra carne, pesce o verdura. Quello che soggiorna in albergo normalmente mangia al ristorante. Chi affitta un appartamento, invece, dispone di una cucina, fa la spesa e alimenta proprio quel commercio di prossimità che una volta viveva grazie ai residenti.

Ed ecco il paradosso. Il Comune, nel tentativo di tutelare la residenzialità, rischia di penalizzare proprio una delle forme di turismo che contribuiscono alla sopravvivenza delle ultime botteghe tradizionali. Geniale. Anche perché tutto sembra partire dal presupposto che le abitazioni sottratte agli affitti brevi torneranno realmente a ospitare famiglie residenti. Ma questi dove vivono? Sulla Luna? Mi chiedo ingenuamente: qualcuno ha valutato gli effetti delle restrizioni agli affitti brevi sul fatturato dei mercati e del commercio di vicinato?

E qui vorrei ricordare un principio elementare della ricerca sociale: prima si osserva la realtà, si raccolgono le evidenze sul campo, si formulano le ipotesi e le si verificano. Non si parte da una convinzione ideologica per andare successivamente alla ricerca dei dati che la confermano. È la differenza tra studiare un fenomeno per comprenderlo e studiarlo per giustificare una decisione già presa. Forse siamo di fronte a un vero capolavoro amministrativo: dopo aver perso i residenti, rischiamo di mettere in difficoltà anche i pochi negozi che sono sopravvissuti grazie ai turisti. Prima di decidere come salvare Firenze, e qui mi viene quasi da ridere su chi salva chi, sarebbe utile capire che cosa la tiene ancora in piedi, nonostante tutto.