Come anticipavamo qualche giorno fa, non sono solo i liceali a farsi sentire, ma anche gli universitari hanno deciso di abbandonare il loro letargo pluridecennale e di “accamparsi”, sotto le bandiere del Collettivo Autorganizzato Universitario, sotto Palazzo Vecchio, contestando sì le disastrose politiche del governo Meloni ma presentando anche una simbolica «lettera di sfratto» a Sara Funaro, finalmente liberatisi, almeno apparentemente, dalla falsa dicotomia “destra-sinistra” (Giani, a tal proposito, cerca di scaricare sull’ultima manovra, da egli definita «deludente», la colpa della malagestione della sanità, informano Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze), e dall’incantesimo del populismo piddino e delle sue false promesse. La loro denuncia delle condizioni precarie non solo dello studentato Calamandrei, ma anche di quello in via Capo di Mondo, e le loro proposte dell’affidamento di tutti i posti letto ai soli enti preposti per il diritto allo studio, del calmieramento degli affitti in relazione ai salari e che gli studentati rimangano liberi da ogni scadenza sul vincolo d’uso giungono, peraltro, proprio alla vigilia dello sciopero generale per cui sono attesi «migliaia di partecipanti» insieme agli immancabili allarmismi, che riecheggiano su La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, i quali però, insieme al Corriere Fiorentino, hanno anche riportato le loro ragioni. Mentre, però, le Consulte denunciano al Tirreno di non essere state realmente coinvolte nel confronto promesso da Valditara, a Sesto i ragazzi, come titola La Nazione Firenze, hanno portato «le loro occupazioni in Consiglio comunale». A dar manforte ai primi, quattro proposte dall’Università di Economia per il social housing, menzionate sui quotidiani di Carlo Nicotra e Agnese Pini: quantificare lo «stress abitativo» e intervenirvi, riutilizzare a fini residenziali ogni immobile possibile, una revisione della cedolare secca e promuovere un confronto costante coi residenti. Proprio ciò che non sa fare il PD, come dimostrato dall’ultima sparata del presidente del Quartiere 5, che ha provocato l’indignazione e la contrarietà anche dell’Ordine degli Avvocati, espressosi con una nota stampa ripresa dalle stesse testate circa l’invito a non rivolgersi ai legali che vidimano le firme raccolte contro l’ecocidio, che nel frattempo hanno superato quota 5.500. Fratelli d’Italia, che nel frattempo ha organizzato un presidio a Santa Maria Nuova in solidarietà coi sanitari e le guardie aggrediti (La Nazione Firenze), rivendica di aver ispirato la presa di posizione tramite il senatore Marcheschi, ma la consigliera Sirello si è limitata a esigere le scuse di Gianassi per la difesa d’ufficio dei colleghi di partito e non le dimissioni dei due. La giunta di Palazzo Vecchio, invece, tratta gli alberi come etti di prosciutto e nel suo nuovo «maxi piano» magnificato da Repubblica Firenze siamo passati da 78 a oltre 700 alberi in più «per difendere la tranvia dalla rivolta dei comitati» (ma cari colleghi, se «15 anni di studi hanno verificato che un’alternativa non esiste, tanto meno quella del tram lungo la ferrovia», bastava non fare niente e lasciare tutto com’era prima, che funzionava perfettamente). Nel frattempo, la rivolta monta anche a Gavinana, con striscioni appesi alle case di via Lapo da Castiglionchio e piazza Gualfredotto per far presente che «non si vive più» a causa del traffico, dell’inquinamento, dei clacson e dei rischi per l’incolumità lungo le strade, una protesta da cui nella prima è nato un comitato che dalla stessa via prende il nome, annuncia La Nazione Firenze, ma la speranza è di essere ricevuti e ascoltati dal Comune, precisando di «non essere contrari alla tranvia». Auguri, allora. Lo stesso problema lo hanno tra l’altro, apprendiamo da La Repubblica Firenze, i passeggeri dei bus in via Villamagna, che scendono alla fermata letteralmente sulla pista ciclabile: come ha pensato l’amministrazione di risolvere il problema? Con un disco blu che dovrebbe separare il «marciapiede promiscuo»! La rabbia dei residenti è tuttavia dovuta anche al continuo peggioramento della sicurezza, ed è La Nazione Firenze a inaugurare il susseguirsi degli aggiornamenti a proposito dei 5.000 euro di danni causati da una spaccata alla vetrina del Fashion Lab Store in via Baccio da Montelupo, del «nuovo raid» notturno a Villa Strozzi (dove, dopo il furto delle antenne al Nucleo Operativo della Protezione Civile, ora sono stati trafugati i cartelli di protezione da allarme: si sospetta che i malviventi abbiano la base nel bosco incustodito, già fucina di bivacchi e consumo di droga), del finto carabiniere fatto arrestare da un’amica della vittima presa di mira e dell’arresto di un 27enne tunisino autore, con altri quattro «verosimilmente nordafricani», di un rapimento forse dovuto a un «regolamento di conti». (JCM)

