Quali sono i conti di Vivi lo Sport, la partecipata che gestisce le piscine? Il comune esulta ma l’interrogazione di Borgo Visione svela conti da brividi
La piscina di Borgo San Lorenzo rischia di trasformarsi in una piscina di debiti? Mentre dalla comunicazione istituzionale arrivano toni rassicuranti e bilanci apparentemente sotto controllo, i numeri contenuti nella relazione della società partecipata Vivi lo Sport sembrerebbero raccontare una storia diversa. Una perdita potenziale tra i 15mila e i 40mila euro, un bar che chiude in rosso pur senza sostenere i costi di affitto e utenze e alcune voci contabili che chiedono spiegazioni.
È davvero tutto sotto controllo o dietro la narrazione dei risultati si nasconde una situazione economica meno brillante di quanto si voglia far credere?
A sollevare la questione è stata un’interrogazione del gruppo consiliare «Borgo Visione», come rivela Fabio Ceseri, coordinatore del circolo di Fratelli d’Italia di Borgo San Lorenzo, Scarperia e San Piero.
Al centro della vicenda c’è la situazione economica di «Vivi lo Sport», la società interamente partecipata dal Comune che gestisce piscine e impianti sportivi.
Ceseri afferma di aver preso visione della risposta del Comune all’interrogazione presentata dal gruppo consiliare. Una risposta che, a suo giudizio, merita un approfondimento, soprattutto alla luce dei toni autocelebrativi utilizzati in un articolo pubblicato sulla rete civica. Perché, sostiene il coordinatore di Fratelli d’Italia, i numeri contenuti nella relazione del Consiglio di amministrazione sembrerebbero restituire un quadro ben diverso.
«Prima di tutto – sottolinea Ceseri – un ringraziamento sincero al Consiglio di amministrazione per il lavoro svolto in un momento di grande difficoltà, segnato dalla prematura scomparsa del presidente. Ma il 2026 rischia di chiudere in perdita».
La relazione prevede per il 2026 un utile modesto, pari a circa 2.900 euro. Tuttavia, secondo Ceseri, alcune voci contabili sollevano più di un interrogativo.
Il conto dei compensi ai collaboratori dei centri estivi ammonta a 25.970 euro al 31 agosto, ma scende a 3.120 euro nella previsione al 31 dicembre. Una differenza che, secondo la ricostruzione, potrebbe dipendere dalla necessità di sommare le due cifre.
Anche gli ammortamenti, pari a 31.218,86 euro, e gli interessi passivi, per 2.949,14 euro, risultano identici sia al 31 agosto sia nella previsione al 31 dicembre. Un dato che, secondo Ceseri, appare difficilmente conciliabile con un bilancio di agosto redatto secondo il principio di competenza.
Da queste incongruenze nasce una stima decisamente meno rassicurante: secondo il coordinatore di Fratelli d’Italia, l’esercizio potrebbe chiudersi con una perdita compresa tra 15mila e 40mila euro.
A destare preoccupazione è anche la gestione del bar, che, pur non sostenendo spese per affitto, utenze, pulizie e Tari, registrerebbe una perdita di circa 20.800 euro a fronte di ricavi di poco superiori a 203mila euro. Un risultato negativo pari a circa il 10% del fatturato.
«Chiedere i sottoconti – prosegue Ceseri – non è una richiesta straordinaria, come sostiene il CdA, ma uno strumento di trasparenza necessario per leggere correttamente i conti, un diritto da esercitare a tutela dei cittadini. Con le moderne tecnologie adottate e la nuova figura del Responsabile di Contabilità e Finanza e Operation Manager, stampare un normale bilancio per sottoconti non dovrebbe essere un problema».
Nel mirino finiscono anche le valutazioni sui risultati della gestione. L’aumento dei frequentatori, osserva Ceseri, è certamente positivo, ma sarebbe stato ampiamente prevedibile dopo la modernizzazione dell’impianto e in un contesto in cui, di fatto, «Vivi lo Sport» opera in regime di monopolio.
«D’inverno chi vuole nuotare in Mugello non ha alternative. In economia si chiama rendita di posizione e non dimostra la qualità né l’economicità del servizio».
Dubbi anche sul risparmio energetico, rispetto al quale, secondo Ceseri, non sarebbero stati forniti dati concreti. Il merito principale dei miglioramenti, inoltre, andrebbe ricondotto alla ristrutturazione dell’impianto, un intervento che non può essere attribuito all’attuale Amministrazione.
Infine, la collaborazione con i Comuni di Vicchio e San Godenzo, presentata come risultato di «confronto e ascolto», viene giudicata dal coordinatore di Fratelli d’Italia un passaggio naturale e già previsto.
Un ascolto che, secondo la sua ricostruzione, sarebbe invece mancato quando l’Amministrazione ha assunto decisioni riguardanti gli utenti della piscina.
«La piscina è un bene di tutta la comunità – conclude il coordinatore del circolo FdI –: la frequentano famiglie, bambini, anziani e società sportive del territorio. Proprio per questo merita conti chiari, non articoli celebrativi. Vivi lo Sport è sostenuta con i soldi dei cittadini e ai cittadini dobbiamo la verità. Chiediamo all’Amministrazione di pubblicare il bilancio per sottoconti e di chiarire subito le voci che non tornano. Siamo pronti, come sempre, a dare il nostro contributo perché la piscina resti un servizio solido e accessibile a tutti».
Resta dunque una domanda, tutt’altro che secondaria: se i conti sono davvero così solidi come si vorrebbe raccontare, perché non renderli pienamente leggibili?
Una società interamente partecipata dal Comune non gestisce un’attività privata, ma un servizio che riguarda l’intera comunità e che viene sostenuto con risorse pubbliche e quando si parla di soldi dei cittadini, la trasparenza non dovrebbe essere una concessione, né tantomeno una richiesta scomoda ma la normalità.



