Se solo potessi, farei un intero partito politico dedicato agli immigrati. Ma non con quelle ricette, direbbero gli amici di sinistra, destro-terminali.
E, sicuramente, lo terrei tre metri sopra la narrazione enfatica del melting pot che abbonda in tante realtà di ciò che si chiama sinistra oggi. Infatti, non parlano più di sinistra: hanno fatto rebranding e oggi è un Campo largo. Io, invece, metterei insieme peruviani, magrebini, pakistani, cinesi – più semplicemente lavoratori – e l’elenco prosegue. Con una prospettiva politica e un esito politico.
Farei un partito dedicato agli immigrati perché gli immigrati – come salariati – sono al centro delle dinamiche del lavoro, di estrazione del valore, al centro dello sfruttamento. E il caso di Seano – il Tribunale di Prato ha sostanzialmente dato ragione al sindacato Sudd Cobas, annota il Corriere Fiorentino di oggi – è emblematico. Affluiscono nuovi capitali. Nuovi capitali che provano a dettare nuove regole, tagliando sui salari e sui diritti. Nuovi capitali che provano a estrarre il massimo. Consumano e gettano via. Attenzione, però, a non condannare in toto l’imprenditoria cinese. La fabbrichetta bellina anni ’60 non tornerà. Per la stessa logica, sono anche i cinesi parte dell’innovazione. Sono anche loro, Acca lo dimostra, a portare nuove contraddizioni. Dove si deve stare.
Un confronto Prato-Firenze. Firenze si è avviata verso la rendita e si esclude dai cicli più innovativi del capitale, pensando di poter vivacchiare nella bambagia. Pia illusione. Dove c’è rendita non c’è innovazione. O, ancor meglio, si deve considerare la città come esausta e, quindi, parcheggiata nella rendita, donde anche la scarsa attitudine al cambiamento. Al contrario, nella piana industriale di Prato le contraddizioni raggiungono il loro acme e, quindi, c’è possibilità di fare qualcosa. E va dato merito al Sudd Cobas di aver fatto detonare una palese ambiguità: lo Stato interviene con la violenza a vantaggio di un’azienda che non paga le tasse. Dovremmo forse sentirci liberi, nel piccolo e nel grande, di fare lo stesso? O, forse, dovremmo concordare con l’Agenzia delle Entrate un’evasione controllata in base ai torti subiti dallo Stato, nelle varie articolazioni? O, visti i plurimi danni subiti, gli alluvionati di Campi Bisenzio devono iniziare a non pagare il Consorzio di Bonifica? Discorso analogo con Alia-Plures. Acca non è muta e grida vendetta.
Ora questo antagonismo andrebbe incanalato in una lotta politica che possa permettere ai salariati di entrare nella legalità, che gli possa permettere di porre fine allo sfruttamento, che gli possa permettere anche di diventare italiani. Ci sarà una reazione. Un’altra reazione. Non con la violenza. O non solo, almeno. Sarà la tecnologia, l’automazione dei processi, la digitalizzazione la contromossa (è la consapevolezza della classe che provoca la reazione del capitale). L’importante è coltivare la coscienza dei maltrattati, allargare e fare sintesi.
In copertina: foto Sudd Cobas da Facebook

