Alia-Plures: dirigenza in proroga. Spaccatura sui dividendi (possibili solo attingendo alle riserve)

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Oltre la narrazione entusiasta di Alia-Plures. Attenzione ai numeri: il risultato di bilancio effettivo, nella versione approvata oggi, è 20,3 milioni. Palagi: «Bypassato il Consiglio». Bambagioni: «Cresce il dissenso».

 

«L’assemblea dei soci di Plures S.p.A. (ex Alia) ha approvato oggi il bilancio 2025 (quello rifatto dopo il ritiro della versione di aprile) e la distribuzione di 34,4 milioni di euro di dividendi. La nostra interrogazione, depositata il 23 giugno, chiedeva alla Sindaca e alla Giunta quale posizione il Comune avrebbe assunto proprio su questo voto. L’assemblea si è tenuta, il Comune di Firenze (primo socio con il 36,8%) era presente e ha lasciato passare la distribuzione. Al Consiglio comunale, invece, non è stato detto nulla: nessun passaggio preventivo, nessuna informazione, nessuna risposta».

Interviene così Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune.

«Il dato che più colpisce – secondo Palagi – è la spaccatura tra i soci. Il bilancio è stato approvato dall’89,96% del capitale, ma la distribuzione del dividendo ha raccolto molto meno consenso: il 76,68% a favore, con 10 Comuni soci contrari (10,45%) e 5 astenuti (3,46%). In termini di capitale, quasi un quarto dei soci pubblici non ha sostenuto la distribuzione. È un segnale che pesa: anche tra chi ha approvato i conti, molti non hanno voluto avallare la scelta di distribuire patrimonio. Ed è proprio da dove arrivano quei soldi il punto politico. Il dividendo è identico a quello dell’anno scorso (34,4 milioni) ma nel bilancio riproposto non ci risulta sia più coperto dall’utile dell’esercizio: viene pagato attingendo a riserve accumulate e alla riserva sovrapprezzo azioni, cioè distribuendo patrimonio pregresso. E questo mentre il bilancio consolidato peggiora e la TARI continua a salire per la cittadinanza».

«Va chiarito anche quale numero si sta leggendo. La cifra rilanciata da stampa e agenzie (“utile a 67,3 milioni”) è il dato adjusted, calcolato al netto delle poste non ricorrenti. Il risultato di bilancio effettivo (reported) attribuibile al Gruppo, nella versione approvata oggi, è 20,3 milioni: meno di un terzo. È sui numeri reali, non su quelli “rettificati” per i comunicati, che andrebbe misurata la solidità di una società che gestisce servizi pubblici essenziali», incalza.

«L’assemblea ha prorogato gli attuali organi sociali, rimandando il rinnovo delle cariche a una nuova assemblea entro il 30 settembre, ufficialmente per le elezioni amministrative che riguardano alcuni Comuni soci. Lo stesso è avvenuto in Estra, partecipata da Plures, con proroga al 30 luglio. La governance resta congelata mentre avanza la fusione Plures–Estra: proprio quella “prevista evoluzione dell’assetto societario” che il Collegio Sindacale ha indicato tra le ragioni del rifacimento del bilancio. Un’operazione di questa portata sta maturando senza che i Consigli comunali dei soci ne discutano nel merito».

E si fa sentire anche Paolo Bambagioni (Lista Schmidt): «Non basta più distribuire il dividendo. Dentro Alia-Plures cresce il fronte del dissenso e anche chi ha votato, per ora, a favore sicuramente non si ritrova in questa gestione, contraddistinta dal caso del doppio bilancio, dai debiti, dagli aumenti Tari, dal blocco degli impianti. Anche la breve proroga dei vertici indica due cose da non sottovalutare: che non si andrà al rinnovo degli attuali – Irace – e che non si hanno le idee chiare per il futuro».