Un commerciante di viale Europa chiede da mesi che qualcuno delle istituzioni venga a vedere la situazione del Viale. Dice di non aver ricevuto risposta né dalla sindaca né dal presidente della commissione Sviluppo economico
«Quanti negozi saranno ancora aperti quando passerà la tramvia?» La domanda la pone Gerardo Arena, un commerciante di viale Europa, in un post affidato ai social dopo quella che descrive come una sequenza di tentativi andati a vuoto: una lettera alla sindaca Sara Funaro, richieste indirizzate a Enrico Ricci (PD), presidente della commissione Sviluppo economico di Palazzo Vecchio. Risultato dichiarato: nessuna risposta.
Arena tiene a precisare un punto che, nel dibattito fiorentino sui ristori, tende a evaporare: «Non sto chiedendo un contributo economico a prescindere». Chiede che qualcuno venga a verificare — di persona — danni, disagi, calo di accessibilità.
Il contesto è la linea 3.2.1 Libertà–Bagno a Ripoli: 7,2 chilometri, 17 fermate, consegna legata ai fondi PNRR e fissata a fine 2026, consolidamento del Ponte da Verrazzano permettendo. Dal 9 luglio il cantiere G1 di viale Europa — il lotto di 620 metri tra largo Novello e via Olanda, aperto il 31 luglio 2025 e messo a progetto per 55 settimane — è entrato nella fase che interessa l’intera carreggiata tra piazza Nencini e via di San Marino/via Andorra, con la viabilità dirottata sui controviali appena ripristinati. I negozi di quel tratto convivono con i lavori da oltre un anno.
Sul piano formale, va detto, l’amministrazione qualche strumento lo ha messo in campo: un tavolo di monitoraggio cantiere per cantiere con le associazioni di categoria, e due milioni di euro di sgravi Tari con indennizzo variabile dal 40 al 100% a seconda di durata e impatto dei lavori. LFCV si è già occupata di come quella misura sia stata percepita da chi la incassa — un “brodino”, per usare l’espressione che allora ci parve calzante.
I numeri che arrivano dagli operatori non sembrano smentirla. A luglio Stefano Bianchi, presidente del Centro commerciale naturale di viale Europa, ha parlato di un calo del 15% di clienti nel proprio locale, con attività della zona che registrano perdite fino al 40%. A giugno Fratelli d’Italia ha depositato due mozioni — Jacopo Cellai in Regione, Giovanni Gandolfo in Consiglio comunale — per chiedere esenzione Tari totale e automatica e contributi a fondo perduto.
Il passaggio politicamente più scomodo del post è quello in cui Arena indica l’unico amministratore che lo ha ascoltato e gli ha spiegato come muoversi: il consigliere comunale Massimo Sabatini, eletto nella lista civica di Eike Schmidt. Il Comune di Firenze ripete da anni che i negozi di vicinato sono un presidio economico e sociale fondamentale, e sulla desertificazione commerciale ha costruito una parte non trascurabile del proprio racconto pubblico.
«La tramvia passerà», scrive Arena. «I cantieri prima o poi finiranno. Ma il rischio è che, quando tutto sarà finito, alcune di quelle serrande non si rialzino più». A quel punto, verificare i danni sarà un esercizio di archeologia.

