Alia-Plures, Sinistra Progetto Comune: “Su Tari situazione politica inaccettabile”

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Dal Capodanno in Santa Croce al programma “Noi più” dell’app ALIA: tante questioni aperte

 

La Commissione Controllo Enti Partecipati del Comune di Firenze “si è svolta in un clima di paura, per le possibili denunce da parte di Plures, che ricordiamo essere una partecipata del Comune con solo soci pubblici”.

Lo afferma il consigliere di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, che riferisce: “Abbiamo ascoltato in audizione la Presidente e il Direttore Generale di ATO Toscana Centro. ATO è l’ente pubblico che regola la gestione dei rifiuti per le province di Firenze, Prato e Pistoia e che fissa, attraverso un documento chiamato Piano Economico Finanziario, le tariffe (la TARI) che pagano i cittadini”.

“Qui c’è il primo problema – rileva Palagi -. La persona che presiede ATO è anche Vicesindaca di Firenze e ha la delega all’ambiente. E il Comune di Firenze è il primo socio di Plures S.p.A. – la società tutta pubblica (l’ex Alia) che raccoglie i rifiuti – con il 36,8% del capitale. In pratica lo stesso soggetto, il Comune, sta da due parti opposte del tavolo: da una parte controlla il servizio (tramite ATO), dall’altra è tra chi decide le strategie dell’azienda (tramite i suoi rappresentanti nella società, con la delega in capo all’Assessore alle partecipate, o alla Sindaca direttamente). Non muoviamo accuse personali: descriviamo una situazione assurda, in cui la Giunta ha più ruoli e non li esercita come dovrebbe. La responsabilità di questa impostazione, per noi, è tutta della Sindaca”.

 

Il Capodanno in Santa Croce

 

“Su nostra richiesta, ATO ha spiegato di aver tolto dai costi che possono finire in tariffa le spese sostenute da Plures per l’evento di Capodanno in piazza Santa Croce. Tra queste, secondo quanto dichiarato, anche i soldi versati all’emittente Sky (forse 400.000 euro, da quanto abbiamo visto nei documenti di MUS.E). Lo strumento che ha permesso di scoprirlo si chiama unbundling: in parole semplici, è l’obbligo per la società di mostrare i conti voce per voce, così il controllore può vedere cosa c’è dentro. Se ATO ha dovuto togliere quelle spese, vuol dire che Plures aveva provato a metterle dentro?

La cosa va letta in due modi, secondo Palagi. “Il lato positivo: il controllo ha funzionato, altrimenti quelle spese sarebbero potute entrate nella tariffa e la cittadinanza avrebbe pagato un pezzo dell’evento con un tributo dovuto per altro. Il lato negativo: ATO ci ha detto che i Comuni soci possono vedere solo i documenti finali, non i dati di lavorazione intermedi, che richiedono competenze tecniche e che la società può considerare riservati. Resta allora una domanda di fondo: se quei dati non li può vedere nemmeno il Consiglio comunale, chi garantisce che il controllo sia stato completo? Può saperlo l’Assessore alle partecipate, può saperlo la Vicesindaca in quanto Presidente di ATO, ma il Comune come istituzione no. Che senso ha?”, si domanda Palagi.

 

Il programma fedeltà “Noi più”

 

“Plures ha lanciato “Noi più”, un programma a premi per i suoi utenti, con app e vantaggi per chi usa i servizi. In commissione – riferisce il consigliere – abbiamo chiesto: i costi di questo programma finiscono nella TARI? Cioè i cittadini, oltre ai rifiuti, pagano anche l’operazione di immagine dell’azienda? La risposta, testuale, è stata: no comment. È un silenzio che pesa. La minaccia di Plures di rivolgersi ad avvocati e azioni legali può davvero portare a risposte così in una commissione pubblica? Il punto di principio è semplice: i programmi fedeltà servono a trattenere i clienti che potrebbero andare da un concorrente. Ma per i rifiuti non esiste concorrenza, non c’è un’altra azienda da scegliere: la TARI si paga comunque. Allora a chi serve un programma fedeltà? Secondo noi non all’utente, ma all’immagine commerciale di Plures, che vuole espandersi in altri settori. E il rischio è che quell’immagine la paghino i cittadini in bolletta. Chiederemo ad ATO una risposta scritta e formale”.

 

Lo stipendio dell’amministratore delegato

 

“Dopo le nostre domande, ATO ha definito “discussione aperta” anche la questione di quanta parte dello stipendio dell’amministratore delegato (AD) di Plures pesi sui costi dei rifiuti (e quindi sulla TARI) e quanta sulle altre attività dell’azienda. L’AD è stato nominato proprio per guidare il progetto di espansione verso gas, energia e acqua. Se il suo compenso, anche solo in buona parte, venisse messo tra i costi dei rifiuti, sarebbe la TARI a pagarlo. Non è un dettaglio contabile: è l’esempio concreto di come una grande azienda multiservizi può spostare i costi dai servizi regolati (i rifiuti) verso le sue attività commerciali. Va detto che ATO ha definito “fondamentale” questo tema e dice di lavorarci da tempo, ma la questione non può restare aperta all’infinito”.

 

Il quadro più ampio

 

“Quanto emerso si inserisce in una vicenda più grande, che ricostruiamo da atti e comunicazioni pubbliche. Plures ha sostituito il primo bilancio 2025 e annullato l’assemblea dei soci prevista a fine aprile, con spiegazioni a nostro avviso insufficienti. Ha in piedi un prestito (bond) da 200 milioni di euro sottoscritto, a inizio 2025, da un fondo statunitense (gruppo Prudential), dentro un’operazione finanziaria complessiva da 965 milioni: non risulta che i Consigli comunali dei soci siano stati avvisati prima. Ha quasi raddoppiato gli investimenti del 2023 (108 milioni invece dei 54 previsti) senza che ci risulti un’autorizzazione preventiva dell’Assemblea dei Sindaci di ATO. E ha costruito l’espansione verso acqua, gas ed energia mentre la separazione dei conti tra attività regolate e attività di mercato, per ammissione dello stesso controllore, non è ancora pienamente verificata. E intanto i numeri salgono: secondo il Piano Economico Finanziario, la TARI complessiva nel territorio di ATO Toscana Centro è passata da 388 milioni di euro nel 2023 a 437 milioni nel 2025, cioè +12,6% in due anni. In questo quadro, sapere se le spese del Capodanno fossero in tariffa (non c’erano, ma forse solo perché sono state tolte), se il programma fedeltà ci entrerà (“no comment”) e se lo stipendio dell’AD pesa sui rifiuti (discussione “aperta”) non è curiosità: è controllo democratico su un servizio essenziale. La Vicesindaca ha risposto in commissione come Presidente di ATO. Chiediamo ora all’Assessore alle partecipate e alla Sindaca di rispondere come rappresentanti del Comune socio: siete d’accordo che il programma fedeltà di Plures vada escluso dai costi pagati in tariffa? Avete avuto risposta su quanta parte dello stipendio dell’AD pesa sui rifiuti? Intendete sollevare queste questioni in assemblea? Non sono domande tecniche. Sono domande politiche, ed entrano nel controllo che i Consigli comunali (e la cittadinanza che li elegge) hanno il diritto di esercitare”, conclude Palagi.