Nomine, incarichi e carriere incrociate: da Nardella a Funaro, la rete del potere PD che continua a governare Firenze

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Tra nomine, relazioni e incarichi pubblici: il sistema di potere PD che lega le amministrazioni Nardella e Funaro

 

Esistono carriere incrociate, deleghe strategiche e una fitta rete di incarichi pubblici che da anni ruota attorno allo stesso gruppo di potere. Una dinamica di gestione che continua a riprodursi senza soluzione di continuità, mentre la città affronta le pressioni della speculazione immobiliare e della trasformazione in piattaforma ad uso e consumo dei grandi gruppi turistico-alberghieri.

Per comprendere la natura di questo sistema è sufficiente ripercorrere la mappa dei ruoli e delle nomine che uniscono la passata giunta guidata da Dario Nardella a quella attuale di Sara Funaro. L’origine della trama parte dalla formazione professionale del precedente sindaco: Dario Nardella svolge infatti la pratica legale presso la struttura dell’avvocato Maurizio Frittelli, il quale diventa successivamente il suo mandatario per la campagna elettorale. Una volta al governo della città, Nardella designa il proprio ex tutore legale alla presidenza dell’Orchestra Regionale Toscana e ne dispone l’ingresso nel Comitato di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Il percorso si intreccia a doppio filo con la carriera dell’attuale prima cittadina, Sara Funaro. Nominata nel 2009 alla vicepresidenza dell’ASP Firenze Montedomini — il principale ente pubblico fiorentino di servizi alla persona —, passa nel 2014 direttamente alla giunta Nardella in qualità di Assessore alle Politiche Sociali e Salute. In quel ruolo istituzionale si trova a detenere le competenze di indirizzo proprio sulla medesima azienda di assistenza da cui proveniva.

La catena di nomine si chiude con il passaggio di testimone al vertice dell’amministrazione comunale. Con l’elezione di Sara Funaro a Sindaca nel 2024, il medesimo avvocato Frittelli viene insediato alla presidenza del CdA di Montedomini. A completare il quadro  interviene la presenza di Gabriella Farsi, moglie di Frittelli, nel ruolo di Segretaria Generale del Comune di Firenze: la massima figura burocratica dell’ente, responsabile della firma di atti e convenzioni operative legate anche alle realtà del terzo settore nelle quali opera professionalmente Chiara Lanni, coniuge dell’ex sindaco Nardella.

Di fronte al disvelamento di questa mappa di relazioni interconnesse, la reazione di chi occupa i vertici della giunta — a partire dai difensori d’ufficio del settore welfare come l’assessore Nicola Paulesu — è quella di bollare le critiche e le richieste di chiarimento come un’ingiusta “campagna denigratoria”. Ma le evidenze documentali sul conferimento delle cariche non si cancellano bollando i fatti come speculazione politica. Mentre l’amministrazione difende la legittimità formale del proprio perimetro di relazioni, la città subisce le conseguenze dirette dell’indirizzo pubblico: dal proliferare di strutture ricettive private e studentati di lusso realizzati a spese del tessuto residenziale, fino alle penalizzazioni verso la micro-ricettività diffusa dei residenti. I cittadini non hanno bisogno di difese d’ufficio; chiedono di sapere fino a che punto la visione strategica di Firenze sia condizionata da questo circuito chiuso di fedeltà istituzionali.