Bus fermi e adesione quasi totale. Faisa-Cisal: «Uno sciopero per la dignità». Le richieste ad Autolinee

viale giannotti 4

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Giornata di disagi ieri per il trasporto pubblico a Firenze. A incrociare le braccia sono stati gli autisti e il personale di Autolinee Toscane, con un’adesione «quasi totale». A rivendicarlo è la Faisa-Cisal. «Non era uno sciopero qualunque. Era lo sciopero della dignità», si legge in una nota.

Secondo la sigla sindacale, l’agitazione ha visto uniti il servizio urbano forte e quello debole. «Stessa adesione, stesso coraggio, stesso piazzale pieno».

«Abbiamo dimostrato una cosa semplice: avevamo ragione noi. Avete fermato Firenze e Scandicci per farvi ascoltare. Ed ora vi hanno sentito tutti», prosegue il sindacato, che ringrazia «ogni autista, ogni operaio, ogni collega che ha incrociato le braccia», chi era «al picchetto alle 4 del mattino» e anche chi, pur non iscritto al sindacato, «ha capito che questa battaglia era di tutti».

Al centro della vertenza non solo questioni economiche, ma anche «condizioni di lavoro dignitose e una conciliazione vita-lavoro che non sia solo scritta sulla carta».

Ora l’appello all’azienda. «Azienda apri le porte. Aprite le porte del dialogo vero», incalza la Faisa-Cisal. «Noi la porta l’abbiamo sempre tenuta aperta. Voi avete visto cosa succede quando ce la chiudete in faccia. Non è finita qui. È appena iniziata».

Lo sciopero di ieri, che è coinciso con la delicata giornata della ripresa delle scuole, era stato definito «un’azione non più rimandabile» alla vigilia da Massimo Milli, esponente sindacale di Faisa-Cisal.

Milli aveva illustrato i due nodi cruciali della mobilitazione, che restano sul tavolo: la sicurezza a bordo e i tempi di percorrenza.

«Registriamo circa un’aggressione a settimana, e si tratta solamente di quelle denunciate», aveva detto. Le richieste sono l’installazione di una cabina ermetica per i conducenti e l’applicazione in toto del protocollo di sicurezza approvato a fine 2025.

«Se per coprire una tratta servono 55 minuti effettivi rispetto ai 40 previsti dalla tabella di marcia, si creano disagi e ritardi sistematici, in particolare sulle linee a lunga percorrenza. Ci troviamo di fronte a tempi virtuali che si scontrano con i tempi reali del traffico», aveva spiegato Milli, chiedendo a Comune di Firenze e Regione Toscana «di sedersi a un tavolo con noi, una volta per tutte, per definire tempi e percorrenze certe».

Il sindacato, forte di un’adesione che va oltre i suoi stessi iscritti, si dice ora «orgoglioso» del risultato e rivendica di essere «sempre dalla parte dei lavoratori».