Traffico a Firenze, primo giorno di scuola: “Tutto regolare”, se la normalità è il caos

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Primo giorno di scuola ed ecco l’impatto sul traffico della città. Per Palazzo Vecchio va tutto bene ma per chi è in strada non è così. Due visioni opposte della stessa realtà?

 

Tutto sommato, considerando anche il puntuale sciopero dei bus, il traffico del primo giorno di scuola regge. Così dicono da Palazzo Vecchio, gongolando davanti alle immagini che arrivano dalla fantasmagorica control room, dove si stimano sui viali «flussi abbastanza regolari», con ritardi di circa 3-4 minuti rispetto ai tempi normali.

Evidentemente, per loro il caos quotidiano del traffico impazzito di una città sventrata nel suo asse principale da centinaia di cantieri è diventato la normalità; oppure è soltanto una realtà percepita, se la si osserva sui monitor, seduti in poltrona, come se si trattasse di una fiction. Ma la realtà di chi quel traffico lo ha attraversato è un po’ diversa.

Per fortuna, la bella giornata ha permesso a molti di accompagnare i bambini al primo giorno di scuola in bici e in moto e la realtà è stata quella che precedeva le vacanze: cantieri e caos, con la variante della rivoluzione della viabilità nell’area intorno a via Mannelli e piazza Alberti, che indubbiamente non ha retto l’impatto, mandando in frantumi le ottimistiche previsioni delle simulazioni della vigilia.

La strada che più di altre ha subito l’impatto della nuova viabilità — ed era facilmente immaginabile — è via Campofiore che, con il cambio di senso di marcia in via De Sanctis, è di fatto diventata l’unica strada di accesso a piazza Alberti. Una strada stretta che, ovviamente, fatica a smaltire i flussi di traffico provenienti dall’ingresso in città da sud-est e non ci voleva certo una sfera di cristallo per immaginarlo.

Rimanendo nella zona più sotto osservazione, si sono registrati rallentamenti anche intorno a piazza Alberti, dove la cervellotica sequenza di semafori, precedenze, sensi invertiti e strade prima «messe in sicurezza» per i bambini delle scuole ha trasformato alcuni assi viari in vere e proprie direttrici di scorrimento.

È il caso di via Landucci, dove si trova la scuola primaria Giotto. Da strada con una corsia preferenziale riservata agli autobus, oggi si è trasformata in una strada a doppio senso, con un continuo transito di automobili e non bastano certo i due vigili urbani presenti al mattino, all’ingresso della scuola, per risolvere il problema.

Poi c’è via Scialoja, con i residenti sul piede di guerra che hanno appeso ai balconi una serie di lenzuoli di protesta con scritte inequivocabili: «Non è un’autostrada», «Non si dorme più» e «Non ci sta». Con il cambio della viabilità, infatti, la tranquilla via è diventata una sorta di collegamento tra via Scipione Ammirato e via Masaccio, passando per via Bovio, dove si trova uno degli incroci stravolti dalla rivoluzione della viabilità nell’area di via Mannelli. Qui il semaforo fatica a smaltire il traffico che si accumula, proveniente da via dei Della Robbia.

Tutto bene, quindi? Sì, se la normalità è il caos. Perché a Palazzo Vecchio il traffico «regge». Ma fuori dalla control room, invece, a quanto pare, sono i fiorentini che devono reggere il traffico.