Il Consiglio comunale di Firenze ha bocciato l’ordine del giorno di Sinistra Progetto Comune che chiedeva di sospendere la vendita di sei immobili messi all’asta da Invimit SGR, con offerte in scadenza il 23 settembre.
Nella seduta del 13 luglio, in occasione della verifica degli equilibri di bilancio, la maggioranza di centrosinistra ha respinto la richiesta presentata da Dmitrij Palagi.
L’atto non impegnava risorse e chiedeva quattro cose: sollecitare Invimit e il Ministero dell’Economia a sospendere la vendita in attesa di verifiche; accertare immobile per immobile con quali fondi furono acquistati e se furono assegnati come case popolari; rendicontare la destinazione dei proventi della cessione del 2017; valutare il rientro nel patrimonio comunale dei beni riconducibili all’edilizia residenziale pubblica.
«Il regolamento di Invimit prevede che la SGR possa interrompere le procedure in qualsiasi momento e senza indennizzi. Non c’era alcun ostacolo tecnico, solo una scelta politica», attacca Palagi.
I sei immobili, tra via dei Servi, via del Romito e via dell’Accademia del Cimento, valgono oltre 3,8 milioni di euro e fanno parte del pacchetto di 61 beni ceduti al fondo nel 2017 con la delibera n.73. La stessa operazione di via de’ Pepi, dichiarata illegittima da TAR e Consiglio di Stato perché un alloggio acquistato con fondi pubblici e assegnato come casa popolare resta ERP e non può essere alienato fuori dalle procedure di legge.
«Quel principio non è mai stato applicato al resto del pacchetto», denuncia Palagi. «Fin dal 2017 segnalammo che diversi alloggi in zona Romito erano stati assegnati come case popolari e poi declassati. Non ci risulta che nessuno abbia verificato. Lo chiediamo da anni».
Per il consigliere di opposizione il voto di ieri chiude una delle ultime possibilità prima della scadenza: «Se dopo il 23 settembre si accerterà di aver venduto alloggi di edilizia residenziale pubblica, non sarà un imprevisto. Sarà una scelta fatta con tutte le informazioni sul tavolo».
Resta aperto anche il tema dei proventi: «Il vincolo assunto nel 2017 di destinarli a edilizia sociale non risulta ad oggi rendicontato».
«Via de’ Pepi ha insegnato che le case popolari non si difendono da sole. Continueremo a chiedere alla Sindaca e alla Giunta la sospensione e le verifiche, in ogni sede utile, fino al 23 settembre. La questione non la lasceremo cadere», conclude Palagi.


