Di minoranze e di maggioranze: assessore Giorgio, ma un ripassino di matematica?

andrea giorgio

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Siamo ormai abituati, e non dovremmo esserlo, alle provocazioni infantili e sterili dell’assessore Giorgio. Dico «non dovremmo esserlo» perché da rappresentanti delle istituzioni ci si aspetta ben altro stile, garbo e modo di porsi (chi c’era ripensi al contegno degli uomini delle istituzioni della Prima Repubblica e alle Tribune Politiche!) rispetto alla sciatteria della cricca del PD.

Egli, nello specifico, ha dato adito all’ennesimo alterco, stavolta contro il consigliere Sabatini (Lista Schmidt), a proposito del referendum sulla tranvia per Rovezzano, che definisce fuori da ogni buonsenso un «processo di ammodernamento della città». Non si capisce però in che modo, dal momento che tutti i percorsi di ciascuna linea tranviaria erano o sono già coperti dal servizio degli autobus, né chi abbia chiesto tale “ammodernamento”, né se, forse, esso si potesse perseguire lungo altre falsarighe e considerando soprattutto che, per colpa dei lavori, le infrastrutture e l’economia fiorentine si stanno riducendo al livello di quelle dei peggiori anni della Grecia o di una zona di guerra del Quarto Mondo. E la microcriminalità che dalla tranvia trae e trarrà ulteriori vantaggi “logistici”? E tutte le prosopopee sulla “svolta green“ e la “green city“?

Manifestando nuovamente i suoi evidenti problemi coi numeri e non solo, egli ha oltretutto risposto male ai cittadini che lo contestavano in Consiglio comunale, definendoli «minoranza rumorosa» e tornando a farsi scudo dei risultati delle elezioni del 2019 e del 2024, i quali, essi sì, hanno visto uscire dalle urne il sostegno di una minoranza silenziosa e, lecito porsi a questo punto il dubbio, probabilmente anche inesistente: sono forse mai state predisposte telecamere e osservatori nei seggi elettorali, come per esempio è avvenuto recentissimamente nella tanto esecrata Federazione Russa?

Peccato per Giorgio, ad ogni modo, che nel 2014 e nel 2019 l’astensionismo al 30% abbia visto vincitore il suo partito, rispettivamente, con solo il 38% dei consensi effettivi. Peggio ancora è andata per l’attuale sindachessa Funaro, giunta al ballottaggio con appena il 27% vincendo col 28, ripetiamo, sempre sugli aventi diritto e non sui voti validi: il -10% del PD tra il 2019 e il 2024 è, tra le altre cose, un tonfo non facilmente trascurabile. Di quale “maggioranza” parla, quindi, Giorgio, se la vera maggioranza, cioè il corpo elettorale nel suo insieme, non ha votato il PD?

In aggiunta torniamo a ricordare, perché non si sarà mai ribattuto a sufficienza su questo chiodo colpevolmente dimenticato, che l’unica vera consultazione popolare sulla tranvia si concluse con la netta prevalenza dei contrari; per questo motivo sosteniamo la proposta di Sabatini di organizzarne una nuova, però senza quorum e legalmente vincolante. Rigettiamo totalmente i sondaggi farlocchi organizzati dal PD su se stesso, in quanto rivolgentisi a una platea previamente selezionata che in nessun modo rappresenta, né può rappresentare, l’intera opinione pubblica cittadina.

Tutto ciò senza comunque sorvolare sul fatto che se consideriamo le vittorie elettorali come lasciapassare per l’arbitrarietà più totale, allora è davvero da rivedere chi, nella famigerata narrativa dello “scontro tra democrazie e autocrazie”, stia realmente in quale campo.