Dilaga la mala movida, ma chiudono le piccole attività. Pure la scabbia tra i vigili del fuoco, mancano però anche i medici di famiglia. La Firenze sui giornali di mercoledì 3 giugno

immagine_1218780_x2000

Condividi sui social

Firenze regna solo nelle restrizioni, nei controlli e nella decrescita assai infelice, senza che ciò apporti alcuna miglioria al complesso della vita cittadina. Siamo infatti «in testa per le multe scattate dagli autovelox», come si apprende da uno studio CODACONS rilanciato da Repubblica Firenze e Tirreno Firenze, ciononostante La Nazione Firenze informa, menzionando la medesima fonte, che battiamo al contempo «i peggiori record di velocità», soprattutto su arterie come viale Etruria, dove si sono registrate sfrecciate da 158 km/h. A corredo, un articolo che dà conto degli sviluppi del processo per l’incidente occorso in viale Redi il 29 maggio 2025, allorché perse la vita il nostro concittadino Gianni Salocchi per uno scontro con un camion guidato da un 41enne marocchino, che svoltò verso il ponte Gandhi in assenza di segnaletica chiara («sbiadita quella a terra, sull’asfalto, scolorita quella laterale. Sul lato destro, il cartello era addirittura annerito dall’incendio di alcuni motorini avvenuto tempo prima», il contesto tracciato dall’articolo) e per la qual cosa gli sono state riconosciute le dovute attenuanti. Fa eco il Corriere Fiorentino con un’inchiesta sulla «giungla» dei controviali dove, tra via La Marmora e via Cherubini, essa non è stata ancora nemmeno predisposta. Nonostante le «strade da Formula 1», però, in Mugello le preoccupazioni sono altre, nella fattispecie l’assenza di medici di famiglia: la stessa testata ne conta in media uno ogni 1.300 persone, con una forbice più ampia tra città e aree locali. Una situazione decisamente allarmante, contando che, giusto per fare un esempio, nella caserma dei Vigili del Fuoco di via La Farina si sono avuti persino dei casi di scabbia, a quanto riportano le sezioni nostrane di Repubblica e Nazione, nei quali le vittime sono anche costrette a sanificarsi in autonomia vestiti e oggetti personali, mentre la mensa è stata temporaneamente chiusa a causa di un’infestazione di ratti, oltre alle infiltrazioni di acqua e pioggia nelle camerate, ora inagibili, e sullo sfondo dei furti avvenuti nei giorni scorsi e del complessivo calo delle unità nei comandi: -8% dal 2022 al 2025. Racconti dell’orrore che non possono non assommarsi all’incendio avvenuto all’alba di ieri nell’impianto di smaltimento rifiuti a Salanetti, frazione di Capannori (LU), di cui apprendiamo dal Corriere Fiorentino e che fa luce sulle condizioni in cui i toscani sono costretti a vivere. La mala movida è uno di questi fattori: al netto della spesa da 143.000€ per i 24 steward che anche quest’estate torneranno a «sorvegliare» le zone più da essa interessate, come ricorda La Repubblica Firenze, La Nazione Firenze dà voce alle innumerevoli segnalazioni che giungono da via Baracca, via del Ponte alle Mosse, dalla Leopolda e dall’Isolotto per i rumori della «musica proveniente da un locale della zona di via Pistoiese e poi dall’esibizione del rapper e cantautore Cosmo, iniziata alle 6 del mattino all’anfiteatro delle Cascine». L’assessore Letizia Perini, intervenuta sul caso, ha persino confermato che l’evento era autorizzato, motivandolo col fatto che «Firenze ha bisogno di essere una città contemporanea, capace di offrire opportunità di svago e cultura alle nuove generazioni». Continuando a chiederci dove stiano lo «svago» e la «cultura» in un concerto rap alle 6 del mattino e se per forza lo svago debba consistere nel fare rumore e obbligare a sveglie anzitempo quei pochi che non hanno il B&B e quindi lavorano, leggiamo sul Tirreno che «dall’interno alla costa» la geografia della «movida violenta» va invece espandendosi e conquistando nuovi territori in tutta la Toscana. Risse a coltellate e bottigliate al Lido di Camaiore, «aggressioni e tensioni» a Massa e a Marina di Carrara, scazzottate tra maranza a pochi metri dai locali serali ad Arezzo: queste sono le «opportunità di svago e cultura alle nuove generazioni» magnificate dall’assessore Perini? Parrebbe di sì, apprendendo con amarezza, tra le tante cose, della non meno emblematica scomparsa dell’ennesima attività storica, di cui ci mette al corrente La Repubblica Firenze: a San Lorenzo chiude dopo 70 anni La Meridiana, storica oreficeria e orologeria attiva dal 1957 e i cui proprietari oggi vanno in pensione, promettendo però, e speriamo sia il caso, di passare il testimone dell’ubicazione a un’altra attività di artigianato. Nessuno invece lavora da mesi al cantiere del Padovani, ci informa il Corriere Fiorentino, e i tempi, ovviamente, «slittano ancora». Protestano i balneari, a proposito della Versilia, cui ancora non è giunto il bando e che perciò si dicono «delusi dal governo», mentre gli unici soldi li guadagna il finto imprenditore che ne ha truffato uno vero, che sempre il Corriere Fiorentino come anche La Nazione Firenze giurano essere un «volto noto in città», rubandogli 20.000€ dall’abitazione con l’ormai collaudato schema della chiamata del carabiniere per ori trafugati in rapine mai avvenute. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli