«Non vogliamo essere informati su come realizzare una speculazione».
Il Comune di Firenze ha annunciato un magro percorso di “informazione partecipata” sull’ex OGR, per altro tardivo. «Una domanda è inevitabile: dov’è la partecipazione? Dov’è lo spazio reale per decidere? Noi a settembre partiremo invece da una domanda diversa: di cosa ha bisogno Firenze?», fa sapere il comitato Salviamo Firenze.
«Abbiamo già raccolto 4.500 firme per fermare la cementificazione – ricorda una nota –. Ora vogliamo costruire, insieme a chi vive la città, una proposta concreta a cemento zero per quegli 8 ettari: verde, cultura, servizi, sport, spazi sociali, recupero dei capannoni storici e funzioni pubbliche».
Sabato 5 settembre inizierà la terza fase di mobilitazione con banchetti e incontri sui bisogni della popolazione.
Mercoledì 16 settembre camminata e biciclettata intorno all’ex Ogr.
«Il percorso annunciato dal Comune – prosegue Salviamo Firenze – prevede un sito con i documenti (non molti e già noti), interviste ai cittadini e, da settembre, visite e incontri per illustrare l’idea progettuale. Ma sono già chiare le intenzioni: sappiamo che dei 42.000 mq edificabili il 60% sarà residenziale, il 15% turistico-ricettivo, il 16% direzionale e il 9% commerciale».
«Si può discutere anche se quei 42.000 mq debbano essere costruiti? Si può mettere in discussione la destinazione dell’area? Si può parlare del suo riacquisto da parte del Comune e di un’alternativa a cemento zero? E dell’inutile e dannosa Pistoiese Rosselli, per la quale, a proposito, manca la valutazione ambientale di Arpat? Perché, se queste domande non sono sul tavolo, non siamo davanti a una progettazione partecipata. Siamo soltanto davanti a un progetto da comunicare ai cittadini. Non vogliamo essere informati su come realizzare una speculazione. Vogliamo partecipare – rimarcano dal comitato – alla decisione su quale futuro dare all’ex OGR. Questa è partecipazione. La vostra “comunicazione partecipata” è social-washing, cioè fumo negli occhi».
Per Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune il percorso di «informazione partecipata» sull’area delle ex OGR è un fatto privato: finanziato da Flora Development e senza alcun atto comunale che lo disciplini o che nomini il garante previsto dalla legge regionale. Mentre il Comune dichiara da un anno e mezzo di essere «in corso di redazione» del piano attuativo, il territorio viene ascoltato solo ora su scelte già scritte. E sono scelte pesanti: la scheda urbanistica consente di far passare gli alberghi dal 15% al 35% della superficie senza voto del Consiglio, e gli 8.400 mq di «residenza convenzionata» sono anche per studenti e scadono dopo 20 anni. Nel frattempo, il pubblico mette 34 milioni per la nuova viabilità che serve l’area, ma non per il tratto che la attraversa, a carico del privato. «Nel 2020 l’incarico per la partecipazione era pubblico. Oggi è privato. La differenza la fa chi decide: e Palazzo Vecchio sembra più alleato del privato che della città», conclude Palagi, annunciando che porterà il tema in Consiglio.

