Firenze nuova Suburra: sgominato un cartello di narcotrafficanti. Cantieri infiniti, strade nel caos, bus fantasma e case da sanificare tra fughe di gas e droga. La Firenze sui giornali di mercoledì 22 aprile

© Fotocronache Germogli, specificare data

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La Toscana di Giani, tra i primati uno meno invidiabile dell’altro che si è conquistata, spicca anche come «crocevia del narcotraffico»: il porto di Livorno infatti, emerge da un rapporto di Libera citato dal Corriere Fiorentino, è «secondo solo a Gioia Tauro per cocaina intercettata». Questa la premessa che fa da sfondo alla notizia, riportata su di esso, La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze, della «maxi retata» che ha portato all’arresto di 21 persone in tutto (16 marocchini e 5 italiani) che importavano cocaina e hashish da Spagna e Marocco, la stoccavano in un magazzino in via Bolognese e si dividevano i proventi con intermediari cinesi facenti capo alla Chinatown pratese, che poi li riciclavano. Probabilmente sono gli stessi che continuano a minacciare la signora Ruomeng, che grazie alla sua lotta coi sindacati ha ottenuto, dopo 18 anni in Italia, un contratto e un orario di lavoro da 8 ore, ha raccolto la sua testimonianza il Corriere Fiorentino. Di droga ne è stata trovata anche in viale Righi, in un appartamento segnalato dai residenti e di cui il resoconto de La Nazione Firenze descrive «le terribili condizioni igieniche», tra odori insopportabili, moscerini, mosconi, escrementi, sporco, mobili sfasciati, materassi marci e sostanze «sporzionate nell’androne» che fa evidentemente da base per la microcriminalità della zona. Un rischio che hanno corso, sia pure in misura minore, a Sesto Fiorentino, dove un cittadino ha segnalato i continui disservizi di Alia, che «da più di sei mesi» non passa più a raccogliere i rifiuti, soprattutto organico e indifferenziato, obbligandolo a portarli nei cassonetti interrati e a chiamare l’azienda, dopodiché il giorno successivo i cassonetti venivano effettivamente svuotati. Formale e burocratica la replica di quest’ultima, ripresa da La Nazione Firenze come tutta la vicenda, che si trincera dietro le sue solite, ma con tutta evidenza false, statistiche di propaganda. A non passare, però, sono anche i normali mezzi di trasporto privato dei cittadini a causa dei nuovi divieti scaturiti dai cantieri: «lunghe code e attese infinite», «viale Gramsci super imbuto», «andamento lento», ma anche «un’odissea» il ritorno in bus tra «corse saltate e pigia-pigia», percorrendo «sei chilometri in 97 minuti», e via Cavour diventata un «caos»…ma con «gli aranci più grandicelli». Questo il desolante quadro fotografato dai titoli di Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e Nazione Firenze, in quello che non ironicamente appare come un «gioco dell’oca» che si cerca di tamponare unicamente coi «vigili anti-paralisi ai semafori». Non solo, quindi, «percorsi obbligati per chi arriva dalle vie Colletta e Leopardi più accesso proibito in via dell’Agnolo» e «code tra Duca degli Abruzzi, Beccaria e lungarno Pecori Giraldi» ma anche, apprendiamo dal Corriere Fiorentino, «Gavinana in tilt» perché via di Ripoli è stata chiusa per colpa di una fuga di gas all’altezza di via Traversari. In Mugello, intanto, fioccano le prime 16 multe sulle 89 «moto impazzite», la metafora è della Nazione Firenze, controllate nell’ambito dell’«operazione Passi Sicuri». La consigliera Del Re (Firenze Democratica), dal canto suo, menzionata dalla stessa testata ha effettuato una significativa panoramica dei ritardi nei lavori per la palestra di via del Mezzetta e la ricostruzione della “Calvino”, che rispettivamente dovevano essere pronte a gennaio e a marzo ma che realisticamente non lo saranno prima di settembre, con buona pace delle necessità e delle esigenze degli studenti. Chiedono proroghe analoghe i dehors, ma il Comune nega la scadenza di novembre, fissandola a non oltre l’estate (La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze), col Tirreno Firenze a informare dell’evasione di solo il 25% delle richieste al momento attuale. I negozi, informa La Nazione Firenze, sono da parte loro tutti «in affanno» perché la città è piena, sì, ma di turisti «mordi e fuggi»: dalle attività in centro riportano un -30% di incassi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e i timori per l’estate già aleggiano. Rischi anche per il bilancio regionale a causa dei 333 milioni stimati da destinare alla prevenzione e alla ricostruzione post-alluvioni, riporta il Corriere Fiorentino. E mentre Giani si ostina nella sua opposizione alla costruzione del CPR ad Aulla, ritenendola una «scelta assurda», non ha a quanto pare pensato lo stesso per i «piccoli stadi dall’Isolotto al Campo di Marte» (La Repubblica Firenze), quando in realtà basterebbe togliere dal Campo di Marte quello grosso e far respirare il quartiere. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli