Luci e ombre sullo stato dei lavori PNRR delle scuole toscane. Cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato e cosa rimarrà una chimera
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza doveva, nelle intenzioni segnare una svolta anche per l’edilizia scolastica italiana. Dentro la Missione 4 “Istruzione e ricerca”, gli obiettivi principali erano: la costruzione di nuove scuole innovative, la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici esistenti, la creazione di asili nido e scuole dell’infanzia e la riduzione dei divari territoriali.
A pochi mesi dalla scadenza del 2026 e quindi del PNRR, la realtà sul territorio fiorentino e toscano racconta una storia più complessa fra cantieri aperti, lavori rallentati, contenziosi e opere che rischiano di non essere completate nei tempi previsti.
In Toscana “il caso limite” è stato messo in evidenza recentemente in tv dove si fa riferimento nello specifico alla nuova scuola di San Gimignano. Il cantiere è stato infatti interrotto dopo la risoluzione del contratto con l’impresa esecutrice per gravi inadempienze e il Comune si è trovato nella condizione di sospendere i lavori, avviare un contenzioso legale e cercare nuove risorse per completare l’opera, anche se il tempo è ormai un tiranno e c’è il rischio concreto che il progetto non venga completato nei termini previsti.
Abbiamo deciso così di fare un breve excursus sulla situazione in particolare della città e della provincia di Firenze dove il quadro è fatto di grandi interventi simbolo e una rete diffusa di progetti minori difficili da monitorare nel loro insieme.
Partiamo con un dato interessante che non è solo tecnico ma anche politico. I progetti PNRR legati all’istruzione nel Comune di Firenze sono difficili da monitorare poiché non esiste un elenco pubblico unico che faccia comprendere con chiarezza lo stato di avanzamento aggiornato dei lavori: la poca trasparenza non permette di verificare cronoprogramma ed eventuali ritardi. Un modus operandi di Palazzo Vecchio? Sicuramente sappiamo che per altri grandi interventi in città, come lo stadio, da mesi alcuni consiglieri d’opposizione chiedono il cronoprogramma senza averne contezza. Vorrete perdonarci quindi nel caso eventuale dati non presi o non completi ma mancando le fonti aperte come per legge siamo costretti a navigare a vista.
Il territorio fiorentino conta decine di interventi finanziati con fondi europei e solo nel Comune di Firenze si contano 16 progetti legati alla missione istruzione, per oltre 16 milioni di euro. Ma dietro i numeri, emergono criticità importanti al punto che alcuni progetti, dopo la revisione del PNRR del 2024, sono stati addirittura esclusi dal piano originario.
A Firenze in tema scuola la realtà è fatta di progetti molto visibili e d’impatto con grandi cantieri e milioni di euro da investire e da una frammentazione di progetti diffusi di piccoli importi investiti ma parcellizzati fra numerosissimi interventi fra asili nidi, manutenzioni varie e digitalizzazione. Sono diverse le criticità che stanno emergendo, fra gare d’appalto e cantieri partiti in ritardo, aumento dei costi dei materiali e difficoltà nella loro reperibilità a causa delle guerre in corso, difficoltà burocratiche, tecniche o progettuali, aziende fallite e gare deserte e revisioni in corso d’opera che stanno rallentando molti interventi.
I problemi sorgono già con il primo grande progetto: la nuova scuola secondaria Ghiberti, demolita e ricostruita di sana pianta e lavori avviati nel 2025 e quindi in ritardo per un investimento di circa 27,5 milioni di euro (oltre 20 milioni PNRR). Probabilmente per vedere l’opera compiuta serviranno ancora un paio di anni e quindi il primo grande progetto simbolico di Palazzo Vecchio è già fallimentare in quanto fuori asse rispetto ai tempi europei.
L’altro grande intervento strategico fiorentino è la nuova scuola Italo Calvino. Anche in questo caso è prevista la demolizione e la ricostruzione per circa 9,7 milioni di euro. In questo caso i lavori, che qualche difficoltà l’hanno avuta – si vocifera per problemi alle fondamenta – sono in corso e dovrebbero essere conclusi secondo le rassicurazioni dell’assessore Albanese entro l’anno solare (anche se la fine lavori era prevista per marzo 2026).
Passiamo poi ai piccoli interventi diffusi – fra i più importanti quelli ai nidi Pollicino, Scoiattolo, Merlo, Lorenzo il Magnifico e Madama Dorè – che prevedono la realizzazione di nuovi asilo nido, adeguamenti sismici, efficientamento energetico e la digitalizzazione scolastica. Si tratta di interventi spesso tra 500 mila e 3 milioni di euro ciascuno d’investimento, che però rappresentano una parte significativa dei fondi.
In questo caso il problema secondo tecnici e osservatori è proprio nella frammentazione: molti cantieri, poco coordinamento e difficoltà nel monitoraggio complessivo dello stato di avanzamento. In poche parole anche per Firenze molti progetti sono solo sulla carta ed è ormai certo che una quota dei lavori previsti non potranno mai essere terminati in tempo.
Il quadro nel complesso anche a leggere i dati regionali non è incoraggiante. Molti progetti risultano “finanziati” e “avviati” ma non necessariamente in fase di cantiere avanzato. Ad oggi, e siamo a maggio 2026, i finanziamenti PNRR per le scuole in Toscana sono in una fase critica di rendicontazione: il 94,78% dei progetti è avviato, ma circa 160 opere rischiano ritardi.
A leggere lo stato dei “finanziamenti e progetti”, il 65% delle risorse nazionali per l’edilizia risultava non speso a febbraio 2026, indicando forti ritardi attuativi. La situazione evidenzia quindi una vera corsa contro il tempo per completare le opere ed evitare la perdita di fondi europei, particolarmente a Firenze e comuni limitrofi.
