«Guida sennò ti ammazzo», autista aggredito e pestato in piazza Dalmazia: 10 giorni di prognosi. Faisa-Cisal proclama sciopero, silenzio da Palazzo Vecchio

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«La sicurezza non è una formalità ma un diritto da garantire». Ancora tace Palazzo Vecchio.

 

Ennesimo, gravissimo episodio di violenza a bordo dei mezzi pubblici a Firenze. A denunciarlo è la segreteria territoriale di Firenze della Faisa-Cisal, che ha proclamato 24 ore di sciopero per tutto il personale viaggiante e non di Autolinee Toscane per il prossimo 15 settembre 2026.

Il fatto è accaduto qualche giorno fa, sulla linea 2 in piazza Dalmazia. Un collega con 25 anni di esperienza, in servizio, è stato minacciato di morte con la frase «Guida sennò ti ammazzo» e aggredito con pugni in pieno volto, per il solo fatto di aver rispettato la partenza per far sedere i passeggeri. Risultato: 10 giorni di prognosi.

Un episodio che per il sindacato autonomo è la goccia che fa traboccare il vaso: «Tutti sanno, ma nessuno interviene, ed alla fine chi ne paga le conseguenze è sempre il lavoratore/lavoratrice».

 

Cosa può e deve fare il Comune

 

Faisa-Cisal punta il dito contro Palazzo Vecchio. I tempi di percorrenza, si legge nel comunicato, «sono impossibili e alimentano tensioni continue con l’utenza». Come previsto dal protocollo sulla sicurezza firmato il 2 dicembre 2025, il sindacato aveva chiesto la revisione delle percorrenze e più controlli sul territorio.

«Il Comune non risponde alle richieste di confronto e di monitoraggio. L’ultima richiesta è stata inviata circa 20 giorni fa ed ancora non abbiamo ricevuto alcun riscontro, silenzio totale».

A questo, aggiunge il sindacato, si somma una proposta concreta ad oggi «ignorata»: «l’istituzione della figura dell’ausiliario del traffico che possa intervenire sui capolinea contro la sosta selvaggia delle auto, che ogni giorno blocca le manovre e mette a rischio i lavoratori/lavoratrici».

 

Cosa può e deve fare l’azienda

 

Nel mirino anche Autolinee Toscane. In qualità di datore di lavoro, ricorda Faisa-Cisal, l’azienda «è responsabile della sicurezza dei suoi dipendenti. A nove mesi dalla firma del protocollo, l’applicazione integrale non c’è stata».

Massimo Milli

 

Le richieste immediate

 

Per il sindacato non bastano più le parole. E avanza tre richieste chiare:

  1. Campagna di sensibilizzazione a bordo bus: «utilizzare l’autofonia di bordo per messaggi chiari all’utenza che spieghino cosa succede penalmente a chi aggredisce un autista. L’utente deve sapere che non è una bravata, è un reato»;
  2. Daspo per chi aggredisce: «chi aggredisce un autista non deve più salire sui mezzi pubblici. Chiediamo l’introduzione del divieto di accesso al Tpl per gli aggressori, come già avviene in altre città»;
  3. L’azienda si costituisca parte lesa: «ogni aggressione provoca l’interruzione di un servizio pubblico essenziale. Chiediamo che Autolinee Toscane si costituisca parte lesa in ogni procedimento contro gli aggressori, per il danno subito».

Infine il richiamo normativo all’art. 44 del d.lgs. 81/08 sul diritto di abbandonare il posto di lavoro in presenza di pericolo grave e immediato: «Se guidare a Firenze è diventato rischiare la vita, i lavoratori/lavoratrici hanno il diritto di fermarsi e mettersi al sicuro».

Da qui la proclamazione dello sciopero di 24 ore per il 15 settembre: «La sicurezza non è una formalità ma un diritto da garantire».

In copertina: copyright Wikimedia Commons