Il PalaSanCat sarà demolito per la nuova tramvia. Il Centrodestra: «Nessuna certezza su ricostruzione»

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Nella seduta di martedì 24 giugno il Consiglio metropolitano ha approvato, con l’astensione del gruppo Centrodestra e civici per il cambiamento, l’approvazione dello “schema di accordo preliminare alla permuta di aree interessate alla demolizione e ricostruzione della palestra Palasancat, nell’ambito della realizzazione della tramvia piazza della Libertà – Rovezzano”.

In sintesi: la parrocchia di Santa Caterina da Siena a Coverciano ha in concessione fino al 2080 il diritto di superficie su aree della Città Metropolitana su cui è stata edificato il Palazzetto Sancat (PalaSanCat) che svolge un’importante funzione sociale per il Quartiere 2 e per l’intera città di Firenze; luogo di aggregazione cittadina frequentato da ragazzi, adulti, anziani e associazioni del territorio. Nell’ambito della realizzazione della tramvia piazza della Libertà – Rovezzano è emerso che il PalaSanCat interferisce con l’opera viaria. Da qui l’esigenza di un accordo che preveda la demolizione del palazzetto con la permuta di aree fra comune di Firenze e Città Metropolitana in modo da ricostruirlo su particelle traslate.

Analizziamo alcuni aspetti dell’operazione. L’interferenza fra tramvia e PalaSanCat non è originaria ma intervenuta a seguito delle molteplici prescrizioni dell’iter amministrativo. Il progetto finale prevede la demolizione della struttura sportiva per la viabilità ordinaria in fregio alla tramvia.

Qui nasce il primo problema, secondo il gruppo di Centrodestra. Previa permuta delle aree il comune di Firenze si impegna a ricostruire l’impianto: ma quando? Sulle tempistiche di ricostruzione nello schema di accordo non ci sono impegni. E se è vero che esiste un cronoprogramma, è acclarato che quasi tutti i cronoprogrammi gestiti da comune di Firenze e Città Metropolitana, presentano ritardi, spesso consistenti.

Questo dato si inserisce nella dimensione di un polo strategico per il Quartiere 2 che verrà demolito senza avere un sito sostitutivo pronto. Con tutte le conseguenze sociali che cadranno sulla zona.

Secondo punto di criticità. Nell’accordo si prevede che il maggior valore della nuova palestra sarà compensato attraverso utilità consistenti nel diritto di utilizzo per un certo numero di giorni all’anno degli spazi da parte del Comune di Firenze e della Città Metropolitana. Da cui deriva che la fin qui virtuosa gestione della Parrocchia di Santa Caterina da Siena dovrà fare i conti con ingerenze senza ritorni economici dei due enti pubblici.

Il risultato, secondo il gruppo, è paradossale. Una struttura strategica per il Quartiere 2 e il comune di Firenze, ben gestita dalla Parrocchia, sarà demolita per la viabilità in fregio al tratto di tramvia piazza della Libertà – Rovezzano.

Sui tempi di ricostruzione della nuova palestra non ci sono certezze ma dall’accordo si evince che sarà successivo alla demolizione della vecchia, visto che sarà valutato “il mancato utilizzo della palestra dal periodo della dismissione alla messa in funzione della nuova”. Non solo, una volta ricostruita, sulla nuova struttura cadranno vincoli di utilizzo gratuito da parte del comune di Firenze e della Città Metropolitana. In una logica di influenza degli enti locali e territoriali che confligge con l’autentica interpretazione del principio di sussidiarietà.

In copertina: Sancat Firenze