RSA, l’annuncio dei dieci milioni non basta: Firenze ha 206 persone in lista e le strutture sono sature

annabel-podevyn-fUBZHfDAVmc-unsplash

Condividi sui social

La denuncia di Dmitrij Palagi: alla zona fiorentina sarebbero destinati 49 posti entro fine anno, mentre tutte le 35 RSA accreditate risultavano sature al 29 luglio

 

La Regione Toscana mette sul tavolo dieci milioni di euro per consentire l’ingresso in RSA di circa 700 persone entro la fine del 2026, ma a Firenze il problema rischia di essere molto più grande degli annunci: alla fine del 2025 erano 206 le persone in lista d’attesa, il dato più alto della Toscana, contro le circa 160 dell’anno precedente, e al 29 luglio tutte le 35 RSA accreditate presenti in città risultavano senza un solo posto libero.

È questo il punto da cui parte la dura presa di posizione di Dmitrij Palagi, consigliere di Sinistra Progetto Comune, che chiede alla Regione e soprattutto all’Amministrazione comunale di chiarire dove finiranno concretamente le risorse e quante persone riusciranno davvero a entrare in una struttura. «La Regione ha annunciato dieci milioni di euro per far entrare settecento persone in una residenza per anziani entro dicembre», ricorda Palagi, sottolineando però che, secondo i dati disponibili, alla zona fiorentina sarebbero destinati 49 posti, a fronte delle 206 persone attualmente in attesa. E il dato va letto considerando che si parla dei soli mesi che restano fino al 31 dicembre, non di un intero anno: se gli stessi posti fossero finanziati per dodici mesi, sostiene il consigliere, si arriverebbe a circa una ventina. «Cosa accada il primo gennaio a chi è entrato nel frattempo, non lo sappiamo», osserva.

Il secondo elemento contestato riguarda la distribuzione delle risorse: Firenze sarebbe infatti la zona toscana con il maggior numero di persone in lista d’attesa e, contemporaneamente, una delle ultime per risorse assegnate per ciascun utente in attesa, con 2.151 euro per persona contro i 29.444 euro del territorio livornese. Palagi precisa di non chiedere di sottrarre risorse ad altri territori: «Non stiamo chiedendo che si tolga al livornese per dare a Firenze». Il problema, secondo Sinistra Progetto Comune, è piuttosto capire quali criteri abbiano determinato il riparto e renderli pubblici e verificabili. Ma è soprattutto la disponibilità effettiva dei posti a rappresentare, secondo Palagi, il nodo centrale.

Se tutte le 35 RSA accreditate fiorentine risultavano senza posti liberi alla fine di luglio, infatti, i nuovi ingressi potranno avvenire soltanto attraverso il normale ricambio degli ospiti oppure attraverso il passaggio a un posto convenzionato di persone che sono già ricoverate ma oggi pagano integralmente la retta. Una differenza tutt’altro che marginale: nel secondo caso, infatti, non si ridurrebbe realmente la lista d’attesa, ma cambierebbe semplicemente il soggetto che sostiene il costo. «È una cosa buona per quelle famiglie, ma non è una persona in meno in attesa», sottolinea il consigliere. Da qui la richiesta di sapere quanti dei nuovi posti saranno destinati effettivamente a persone oggi in lista e quanti, invece, serviranno a coprire situazioni già esistenti.

Palagi solleva poi un’altra questione: quanto ci sia di realmente nuovo nelle misure presentate insieme allo stanziamento regionale. Il programma per gli anziani fragili, osserva, viene presentato dalla stessa Regione come evoluzione del Pronto Badante, mentre la cosiddetta prescrizione sociale era stata già annunciata nei mesi precedenti ed è già oggetto di progetti pilota, anche nell’area fiorentina. «Chiediamo che venga pubblicato, a consuntivo, quanto di quei dieci milioni sarà davvero speso», afferma, perché una misura annunciata a metà agosto con risorse da impegnare entro la fine dell’anno rischierebbe, secondo la sua lettura, di produrre effetti più sui bilanci delle aziende sanitarie che sulle persone che attendono un posto. Palagi riconosce comunque che dieci milioni non sono zero e considera positiva anche la copertura integrale della retta nella fase acuta della demenza, una misura che interviene su un problema reale e che da anni porta molte famiglie a rivolgersi ai tribunali.

Ma resta aperto il capitolo della quota sociale, quella parte della retta che riguarda il Comune e che può ricadere direttamente sulle famiglie. Secondo il consigliere, il tetto entro cui Palazzo Vecchio contribuisce al pagamento della quota sociale è fermo da due anni, mentre nel frattempo le rette delle strutture fiorentine sono aumentate. Il risultato è che, in alcuni casi, anche famiglie che hanno diritto al contributo massimo si trovano a dover sostenere una differenza di circa 500 euro al mese. È su questo terreno che Palagi contesta anche la definizione di un «modello pubblico e universale» utilizzata dall’assessora regionale alla Salute e al Sociale per descrivere la strategia della Toscana.

A Firenze, osserva il consigliere, 30 RSA su 35 sarebbero private e nel solo 2025 tre strutture sarebbero passate a società con sede a Milano. «E non ci risulta esista oggi a Firenze una sola RSA in cui l’assistenza sia erogata da personale dipendente di un ente pubblico», sostiene. Per Sinistra Progetto Comune, dunque, il vero salto di qualità non può consistere soltanto nell’acquistare posti all’interno dell’offerta esistente, ma dovrebbe passare dalla costruzione di un sistema fondato su strutture pubbliche, personale direttamente assunto e condizioni contrattuali adeguate per chi lavora nell’assistenza. La richiesta finale è rivolta direttamente alla sindaca e alla Giunta: chiarire quanti posti arriveranno realmente a Firenze, quanti saranno destinati alle persone oggi in lista d’attesa, quanti invece agli anziani già ospitati, quale sarà l’impatto sui bilanci comunali nel 2026 e nel 2027 e perché il tetto per il sostegno alle famiglie sia rimasto invariato. Perché, conclude Palagi con una formula destinata a spostare il dibattito dal semplice annuncio dei finanziamenti alla sostanza del problema, «una lista d’attesa non racconta quanti anziani ci sono in una città: racconta quanti posti pubblici abbiamo deciso di pagare, e per quanto tempo».