Iolo, ancora Targetti all’attacco: «Premi ai dirigenti nonostante il fallimento»

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Sono gli stessi atti approvati dalla Giunta comunale a smentire, riga per riga, le rassicurazioni pubbliche dell’assessore Romei sulla piscina “olimpionica” di Iolo. Lo sostiene il gruppo di opposizione L’Alternativa C’è con un comunicato che fa riferimento alla deliberazione n. 30 del 28/07/2026, avente ad oggetto «PIAO 2026-2028 – Stato d’avanzamento al 31/05/2026 e prima variazione». Secondo Targetti, l’Amministrazione avrebbe messo «nero su bianco ciò che aveva evitato di dire ai cittadini: sull’opera è calato il sipario e i fondi europei sono andati perduti».

Un premio di risultato per aver certificato un fallimento. Nell’allegato A della delibera, spiega Targetti, l’obiettivo 2026-PX04 «Nuova piscina Olimpionica» – assegnato al dirigente ing. Francesco Sanzo e ricompreso, «con involontaria ironia», nell’obiettivo strategico «Accelerazione e conclusione interventi PNRR» – risulta «concluso», con peso 100 e avanzamento al 100%, in data 26/03/2026.

«Qui sta il nodo che i cittadini devono comprendere bene – prosegue la nota -. Nella pubblica amministrazione la percentuale di raggiungimento degli obiettivi assegnati a un dirigente non è un dato astratto: è il parametro che determina la sua retribuzione di risultato, cioè il premio economico in busta paga. Un obiettivo con peso 100 raggiunto al 100% vale il punteggio pieno. Per questo obiettivo il dirigente matura il massimo del premio di risultato».

E quale era l’obiettivo «così brillantemente raggiunto»? Non costruire la piscina, non salvare i finanziamenti, ma, testualmente, limitarsi a «valutare la realizzabilità dell’intervento a seguito della richiesta e della conseguente espressione del parere del collegio tecnico consultivo». Il risultato di quella valutazione, arrivato il 26/03/2026 con il parere del CCT, è stato la dichiarazione di irrealizzabilità dell’opera e il via libera alla risoluzione del contratto.

«Si è dunque riconosciuto il punteggio pieno, e quindi il premio, nel giorno esatto in cui si certificava la morte di un’infrastruttura da 16 milioni di euro e la perdita definitiva dei fondi europei», attacca Targetti, che chiede «se sia conforme ai principi di Valore Pubblico e di sana gestione erogare una retribuzione di risultato al 100% per un obiettivo PNRR il cui unico esito è stato il naufragio dell’opera. Di questa anomalia devono rispondere l’OIV e, per quanto di competenza, la Procura della Corte dei Conti».

«Non si provi a replicare con la solita scusa burocratica che “questa era solo una verifica tecnica dello stato di avanzamento e che la piscina sarà reinserita nella programmazione della nuova consiliatura” – prosegue il comunicato -. Nella stessa delibera n. 30/2026, infatti, la Giunta ha approvato la “prima variazione” del PIAO, trovando lo spazio e le risorse per inserire ex novo interi progetti di sviluppo come il nuovo obiettivo 2026-PA09 “Next Generation Cuba”, destinato alla cooperazione internazionale, mentre per la piscina di Iolo non è stato previsto un solo euro, né un solo nuovo obiettivo di riprogettazione. Se vi fosse stata la reale volontà politica di salvare l’opera, la variazione sarebbe stata fatta qui. La scelta politica è stata chiara: priorità ai progetti a Cuba, pietra tombale sulla piscina di Iolo».

Il 21/08/2026 l’assessore Romei ha dichiarato alla stampa che il progetto definitivo sarebbe «già di per sé conforme», che il Comune «starebbe lavorando alle soluzioni per completare l’opera» e ha liquidato l’esposto come «mera speculazione politica». «La sua stessa Giunta, un mese prima, aveva approvato atti che dicono l’esatto contrario, dichiarando l’obiettivo concluso dal 26/03/2026 a seguito del parere di irrealizzabilità del CCT e non prevedendo alcuna riprogettazione nel PIAO. Delle due l’una: o l’assessore ha rassicurato i cittadini su un’opera che i suoi stessi documenti danno per morta, oppure esistono atti a lui noti e a tutti gli altri nascosti. In entrambi i casi, deve una spiegazione pubblica», scrive Targetti.

La responsabilità politica. «Non passa inosservato che nella delibera del 28 luglio, al momento della votazione, la figura del sindaco risultasse ancora una volta assente nel verbale, ricalcando una prassi di assenze già vista nelle delibere chiave della precedente consiliatura Biffoni. Ma la responsabilità politica non si cancella con le assenze», incalza Targetti.

«Un’opera da 16 milioni non evapora per caso e la perdita di 6,5 milioni di fondi PNRR è il risultato di scelte, tempi e omissioni di chi guida politicamente la città. Ricordiamo inoltre che la gestione dell’intervento è stata sottratta al Servizio Edilizia Pubblica dell’arch. Laura Magni e trasferita d’ufficio al Servizio Protezione Civile e Interventi Strategici dell’ing. Sanzo, struttura di nuova creazione (obiettivo 2026-UA08) in cui sono stati concentrati i “progetti critici”. Chiediamo se questa riorganizzazione sia servita a incardinare in un unico ufficio la gestione della chiusura contabile e contrattuale di un’opera fallita».

La chiusura è sul prossimo passaggio in commissione: «Il 2 settembre, data in cui si riunirà la Commissione Controllo e Garanzia, pretendiamo risposte puntuali, documentate e verificabili dai dirigenti e dai tecnici convocati. Non ci accontenteremo di formule tranquillizzanti smentite dagli stessi atti dell’Amministrazione. Prato si ritrova a fare i conti con l’ennesimo scandalo politico amministrativo e stavolta i cittadini si aspettano verità».