L’ipotesi del commissariamento della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia – di cui si discute ai vertici anche dopo le inchieste de La Firenze che Vorrei – si inserisce in un quadro di complessità contabili che trova ora un primo passaggio formale.
Con convocazione del 17 ottobre a firma del Presidente Domenico Giani, visionata da questo giornale, l’Assemblea Nazionale è stata fissata per sabato 7 novembre presso il Centro di Coordinamento di via Nazario Sauro 291 a Pistoia. Non nella storica sede di via dello Steccuto a Firenze. Una scelta logistica e di capienza che però sposta i riflettori fuori dal capoluogo toscano proprio nel momento in cui l’ente affronta una crisi sempre più conclamata.
All’ordine del giorno figurano, tra gli altri punti, l’esame del Bilancio consuntivo 2025, la nomina del nuovo Organo di Controllo (dopo la scadenza del collegio guidato dal Prof. Luca Bagnoli) e, soprattutto, l’adozione di un Piano triennale di risanamento.
La predisposizione di un piano di risanamento rappresenta la prassi per un ente che attraversa criticità contabili e finanziarie.
È il perimetro già documentato da La Firenze che Vorrei: la pronuncia della Corte dei Conti per circa 34,15 milioni di euro per danno erariale sulla vicenda del CARA di Isola Capo Rizzuto, la richiesta di restituzione di circa 10 milioni formulata dal Ministero dell’Interno per le medesime vicende, e le pendenze tributarie e previdenziali per oltre 2,2 milioni indicate nei bilanci 2023-2024, caratterizzate da titoli di natura ed esecutività differenti e in parte oggetto di contestazione giudiziale.
Sul fronte patrimoniale, come attestano la visura catastale T254867 e le ispezioni ipotecarie del 23/09/2026 e successive (T1 72223, T1 73280 e T1 74277 del 28/09/2026) visionate da LFCV, l’immobile di via dello Steccuto 38-40 risulta intestato al 100% a Millennium Service S.r.l. (società interamente partecipata dalla Confederazione ma giuridicamente distinta). Il bene risulta gravato da tre ipoteche volontarie tuttora vigenti a favore di Banca Monte dei Paschi, per un capitale originario di 3,783 milioni e un montante complessivo iscritto di 7,566 milioni, importo comprensivo ai sensi dell’art. 39 del D.Lgs. 385/1993 di interessi, spese e accessori, e dunque non coincidente con il debito residuo effettivo.
A fronte degli atti acquisiti e vista la rilevanza sociale delle Misericordie, la redazione ha trasmesso lo scorso 25 settembre la documentazione al Ministero del Lavoro (Divisione II RUNTS) e alla Regione Toscana (Terzo Settore) – quest’ultima ha rimandato la questione al livello nazionale – per le valutazioni di competenza ai sensi del D.Lgs. 117/2017, restando al momento in attesa di riscontri ufficiali in merito a eventuali provvedimenti di vigilanza o istruttorie ispettive.
Restiamo a disposizione per pubblicare ogni replica.

