Da “piazzale” a “giardino Oriana Fallaci” dopo oltre 300 firme: un riconoscimento che arriva solo dopo la pressione della cittadinanza e riapre il tema della memoria selettiva di Palazzo Vecchio
Ci sono volute oltre 300 firme di cittadini per ricordare a Palazzo Vecchio che Oriana Fallaci merita un riconoscimento nella sua Firenze. E alla fine, volente o nolente, la sindaca Funaro ha dovuto cedere alle pressioni: da “piazzale” a “giardino Oriana Fallaci”. Ma viene una domanda inevitabile: c’era davvero bisogno di una petizione di oltre 300 cittadini per riconoscere una delle più grandi giornaliste e scrittrici fiorentine? O forse, senza quella mobilitazione, sarebbe arrivata comunque un’iniziativa, magari più “di parte”, studiata per riconoscere Fallaci quel tanto che basta, senza disturbare troppo quella parte della sinistra che ancora considera il suo nome politicamente scomodo?
Perché il punto è proprio questo: Oriana Fallaci non è stata una persona comoda. Né per la destra, né soprattutto per una certa sinistra. E allora ben venga il giardino. Ma sarebbe stato molto più dignitoso se Firenze avesse scelto di ricordarla prima che fossero i cittadini a doverlo chiedere. Dopo 300 firme, almeno una cosa è chiara: stavolta la memoria non è stata addomesticata. È stata semplicemente impossibile da ignorare.

