Caddy, risciò e golf car: il divieto finisce in area Unesco, mentre fuori dal centro regna il Far West

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Dopo multe e sequestri nel centro storico, caddy, risciò e golf car continuano a comparire nelle zone turistiche esterne all’area Unesco: quali autorizzazioni hanno?

Una delle mosse-manifesto – insieme al taglio con le tronchesi delle key box – che dovevano rappresentare la lotta dura e pura della sindaca-sceriffa al turismo selvaggio che sta snaturando Firenze, fu quella dell’allontanamento dal centro storico di caddy, risciò, golf car e altre amenità a motore, elettriche e a pedali, che in poco tempo sono spuntate e si sono moltiplicate come funghi per le vie di Firenze, senza che Palazzo Vecchio se ne accorgesse, almeno fino a quando il loro numero è diventato davvero troppo grande.

Poi il Comune decide, a decorrere dal 15 ottobre 2025, di imporre il blocco, stabilendo percorsi obbligati comunque esterni all’area Unesco. Ma fuori da quella zona, con quali titoli, autorizzazioni, omologazioni e modalità alcuni operatori continuano a svolgere il servizio, soprattutto nelle ore serali? Una domanda che si pongono in tanti, visto che questi mezzi continuano a spadroneggiare nelle zone più frequentate dai turisti, offrendo tour a pagamento brevi mano.

Dopo l’introduzione del nuovo regolamento, che consente il transito nell’area Unesco a un massimo di 24 navette turistiche elettriche autorizzate, su due itinerari, il Comune parlò esplicitamente di multe, sequestri e confische per chi non avesse rispettato le regole. Ma eccoci al punto: quali regole? La legge regionale non dice che il trasporto turistico con questi mezzi sia vietato ovunque. Dice, invece, che i Comuni possono individuare specifiche zone o aree nelle quali introdurre criteri e limiti. E Firenze ha scelto l’area Unesco.

Il 29 novembre 2025 arriva il primo caso ufficiale particolarmente interessante su cui riflettere: un golf car viene fermato sul lungarno della Zecca Vecchia, con turisti a bordo e una prenotazione online per un tour di Firenze e Fiesole. Il Comune lo definisce un servizio completamente abusivo, perché il mezzo non era omologato come navetta turistica M1 e non disponeva del nulla osta. Scatta una multa da 500 euro e il sequestro ai fini della confisca. Il 26 marzo 2026 arriva un altro caso. Un risciò viola il regolamento entrando nell’area Unesco dopo essere partito da Porta Romana, che invece si trova fuori dall’area tutelata. Viene intercettato dalla Polizia Municipale, multato di 500 euro e sequestrato ai fini della confisca. Il 19 giugno 2026, il TAR Toscana respinge i ricorsi degli operatori e conferma la legittimità del regolamento comunale.

Se il Comune ha vinto la battaglia sull’area Unesco, cosa succede appena si esce da quel perimetro? Il caos… Il regolamento comunale è infatti costruito espressamente per disciplinare il trasporto turistico all’interno dell’area Unesco e, quindi, non possiamo affermare che un caddy visto fuori dall’area Unesco sia automaticamente «abusivo».

Possiamo però sostenere che l’amministrazione fiorentina abbia costruito un regolamento di non semplice interpretazione, davanti al quale viene spontaneo chiedersi: se il Comune ritiene che caddy, risciò e golf car pongano problemi di sicurezza, abusivismo, traffico e decoro, questi problemi scompaiono magicamente appena il mezzo supera il confine dell’area Unesco?

Cosa succede, dunque, nel resto di Firenze? Se oggi quegli stessi mezzi operano fuori dal perimetro Unesco, esiste una Firenze di serie A e una di serie B? Quali norme e quali regolamenti si applicano fuori dall’area Unesco? E soprattutto: è normale che questi mezzi operino indisturbati, chissà se con autorizzazioni oppure no, specie al calar delle tenebre, quando sembrano muoversi senza controlli?

Il caso più evidente sembra essere quello di San Niccolò, dove caddy, risciò e golf car fanno la spola tra il piazzale dal quale si è diffusa, anche grazie ai social, la moda tra i turisti di andare ad ammirare il tramonto e il rione. Una vera e propria «transumanza» di mezzi turistici che, soprattutto nelle ore serali, invade anche la parte pedonale del quartiere.

Ed è proprio qui che nasce la domanda più semplice, ma forse anche la più scomoda: le regole valgono solo dentro il perimetro dell’Unesco oppure anche nel resto della città?