Palagi denuncia: «La nuova rete dei bus notturni nasce nel silenzio sul lavoro e con il rischio aumento dei biglietti»

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Nel mirino dell’opposizione finiscono anche le ipotesi di aumento del prezzo dei biglietti e l’esclusione delle rappresentanze sindacali di base dal confronto sul futuro del servizio

 

Più autobus nelle ore notturne, oltre un milione e trecentomila euro di investimento pubblico e una promessa di mobilità urbana rafforzata per l’estate fiorentina. Ma dietro la nuova rete notturna voluta dall’amministrazione comunale, secondo il consigliere di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, si nasconde una questione rimasta completamente fuori dai radar della politica: quella delle lavoratrici e dei lavoratori chiamati a garantire il servizio.

La polemica prende forma attorno alla delibera di Giunta numero 200, “Bacino Firenze Urbano TPL: una nuova rete notturna”, approvata il 29 maggio e pubblicata il 10 giugno, pochi giorni prima dell’entrata in funzione del nuovo sistema e subito dopo le richieste di chiarimento avanzate dall’opposizione. Il piano prevede il raddoppio delle corse notturne, attive tutti i giorni dalle 22 alle 2 in via sperimentale dall’11 giugno al 31 ottobre, con un costo complessivo di 1.315.235 euro Iva inclusa che il Comune verserà alla Regione Toscana, titolare del contratto di concessione con Autolinee Toscane, come servizio aggiuntivo. Un obiettivo che Palagi dichiara di condividere sul piano generale, riconoscendo che più trasporto pubblico nelle ore serali significa maggiore sostenibilità e più sicurezza per chi si muove in città.

Ma è leggendo le quarantacinque pagine della relazione tecnica allegata alla delibera che, secondo il consigliere, emerge il vero problema. “La relazione tecnica allegata alla delibera è lunga quarantacinque pagine: disegna percorsi, fermate, frequenze, indicatori di frequentazione. Ma non contiene una sola parola su chi quei turni dovrà coprirli”. Un’assenza che per Palagi non è un dettaglio burocratico ma il cuore della questione. Nel documento, sostiene, non vi è alcun riferimento a personale, copertura dei turni, disponibilità degli autisti o condizioni di lavoro. “Il Comune compra più chilometri notturni e scarica integralmente sull’azienda il problema di trovare chi li faccia“, denuncia il consigliere, collegando direttamente il tema alle ragioni che hanno portato il Coordinamento COBAS Lavoro Privato a proclamare lo sciopero del 14 giugno. Sul tavolo ci sono infatti problemi noti da tempo: carenza di personale, turnazioni considerate gravose e indennità che, secondo i sindacati di base, non tengono il passo con l’aumento delle responsabilità richieste. A questo si aggiunge il riconoscimento economico previsto dall’accordo del 28 maggio con le organizzazioni sindacali confederali, che Palagi giudica insufficiente: “L’unico riconoscimento economico per chi quei turni li farà, peraltro, è arrivato dall’accordo del 28 maggio con i sindacati confederali: 9 euro lordi a turno”.

Nel frattempo, osserva Palagi, il dibattito politico si concentra su un’altra questione destinata a far discutere: l’ipotesi di un aumento del costo dei biglietti, una polemica che si sta consumando all’interno della stessa maggioranza di centrosinistra. Da qui la richiesta di risposte puntuali alla sindaca Sara Funaro e alla Giunta su quali garanzie siano state previste per il personale, con quali criteri verrà valutata l’eventuale stabilizzazione del servizio al termine della sperimentazione e perché le rappresentanze sindacali di base siano rimaste escluse dal confronto.