Più alberi e meno cemento o il caldo ci divorerà: non serviva uno scienziato, ma FdI ancora una volta è col PD. Neanche Sesto vuole il CPR. La Firenze sui giornali di giovedì 24 settembre

A Firenze si cementifica ancora. Unsplash

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Fratelli del PD. È così che si potrebbe rinominare la formazione politica della Presidente Meloni, dal momento che ogni giorno le “uscite” dei loro esponenti fanno sorgere nuovi dubbi sulla sua reale capacità e soprattutto volontà di fare opposizione al sistema di potere che attanaglia la nostra e molte altre città, nella stessa situazione e con le stesse anomalie (il sindaco bolognese Lepore, ingarellandosi con la Funaro, vuole la tassa di soggiorno a 10€: leggere Il Resto del Carlino Bologna di oggi per credere). Accade infatti che una ex candidata sindaco di FdI a Perugia, tale Margherita Scoccia, sia apparsa in un breve video su Instagram elogiando esplicitamente nientepopodimeno che la tranvia fiorentina come «esempio da seguire» per la mobilità, prontamente ripreso, e ci mancherebbe!, dalla sindachessa Funaro e da La Nazione Firenze. Ma i residenti del Campo di Marte, che a differenza della Scoccia a Firenze non solo ci sono stati ma ci vivono, esprimono in maggioranza «forti perplessità sulla linea che verrà», per stessa ammissione della medesima testata, che cita il caos che vivrà la logistica dei fornitori come una delle ragioni. Contenti solo gli anziani, che a detta loro ne trarranno comodità per spostarsi. Non sicurezza, però, per una studentessa universitaria appositamente interpellata, e preoccupata anche per il taglio degli alberi che essa comporterà in viale dei Mille. E se certamente è vero che in città ci sono troppe macchine, è del pari pacifico constatare che un’alternativa concreta per i singoli spostamenti va data. E la tranvia non è tra questi. Il neurobiologo Stefano Mancuso, citato da Repubblica Firenze, ha detto l’ovvio quando ha affermato che o privilegiamo gli alberi al cemento, o «il caldo ci divorerà». Nel frattempo, a ulteriore conferma dell’obsolescenza di certe categorie politiche, se Fratelli d’Italia scivola “a sinistra”, in Regione Forza Italia si sposta più “a destra”, ma la proposta di istituire un CPR a Sesto, formulata dal consigliere Stella in quella che Il Tirreno Firenze definisce addirittura una «mossa anti-Vannacci», è stata sonoramente bocciata dall’amministrazione, come riportano Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, mentre da La Repubblica Firenze apprendiamo che dopo Peccioli si registrano spaccature anche sul progetto dell’inceneritore a Montale. Da noi, invece, solo alberghi di lusso: con un permesso del 2018, Palazzo Testa diventa Palazzo Sogni, 30 suite dal prezzo compreso tra i 350 e i 420 euro a notte. Gli si affiancherà presto Palazzo Morrocchi Palagi, in quella che il portavoce del Comitato Salviamo Firenze, Massimo Torelli, definisce eloquentemente «una valanga senza fine», leggiamo sempre su queste ultimi tre quotidiani. Stride con tale quadro la notizia del Tirreno Firenze per la quale a Scandicci si contano ben 3.200 alloggi vuoti, equivalenti al 14% del patrimonio abitativo della città. Cambiano i suonatori, ma la musica rimane la stessa: in Property Managers Bartolomeo Bufi subentra a Lorenzo Fagnoni (La Nazione Firenze) e in Confcommercio Gianluca Spampani, Francesca Marcucci e Stefano Bernardini prendono il posto di Franco Marinoni (Il Tirreno). Così, oltre ai prezzi delle case, per cui siamo secondi in Italia, annoveriamo una media del 54% superiore a tutta la Toscana per quanto riguarda le morti da dipendenze, con un ragazzo su dieci sotto antidepressivi, 31 ragazzi su 1.000 presi in carico dai servizi e 2.800 persone seguite dal SERD nel solo 2024, secondo dati ARS ripresi da La Nazione Firenze. Chi ascolterà, dunque, la sirena dell’«allarme mortalità»? (JCM)