Rincari tpl Firenze. ADUC: “Siamo quasi al 1 Agosto e il monopolio ha trionfato”

GERMOGLI PH: FIRENZE PRESENTAZIONE NUOVI AUTOBUS AUTOLINEE TOSCANE NELLA FOTO L'AMMINISTRATORE DELEGATO DI AUTOLINEE TOSCANE JEAN-LUC LAUGAA

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Il rincaro dei biglietti del trasporto pubblico locale a Firenze è programmato per il prossimo 1° agosto.

 

Data storica, visto che il precedente aumento del 2023, era proprio il 1° agosto. Evidentemente si preferisce farlo in questo mese, così le persone se ne accorgono meno per flemma fisica e culturale.

Sull’aumento abbiamo sentito varie contestazioni, ma come accade spesso “chi se ne frega”. La decisione è presa ed è quella. A niente sono valse le osservazioni che ci stavano prendendo in giro: dicevano di aumentare del 15%, invece era del 17,6; dicevano che era per adeguarsi all’inflazione ma quest’ultima è intorno al 3% non al 18; hanno detto che si trattava di migliorare anche il servizio ma – e non siamo distratti – da quando lo hanno detto il servizio è peggiorato (con la solita eccezione del tram).

Certo, non ci sono meccanismi per cui ad Autolinee Toscane debbano obbligatoriamente sentire cosa ne pensano gli utenti ma – allora – perché dirlo prima se mai – ripetiamo mai – si considera quanto ovviamente susciterà la notizia?

A questo punto, lanciamo una sorta di sfida e vediamo cosa succede.

Ok, portate il biglietto a 2 euro, ma solo quello a 90 minuti. Mentre quello a corsa singola portatelo dagli attuali 1,70 euro a 1,50. Una sorta di compensazione per riequilibrare le divagazioni sull’adeguamento all’inflazione che avete diffuso. E se proprio non ce la fate, lasciate la corsa singola a 1,70. Nel contempo, Regione e Comune dovrebbero bandire una nuova gara per un nuovo operatore in concorrenza con AT.

Scommettiamo che non prenderete in considerazione neanche questa osservazione/proposta? E sapete perché? Il vostro è un servizio in regime di monopolio, verso il quale le buone intenzioni dello “Stato altrettanto buono” sono solo novelle per allocchi. Per consumatori ed economia conta solo il mercato e la concorrenza, che è quella che At, Regione e Comune non vogliono per vari motivi, non ultimo quello di erogare servizi a sudditi piuttosto che utenti.