Sicurezza low cost, il bluff viene a galla: il Terzo Settore volta le spalle al progetto di Andrea Giorgio e lascia il Comune senza volontari
I nodi vengono sempre al pettine, soprattutto quando la politica pensa di curare i problemi reali a colpi di slogan e passerelle social. Ricordate il tanto sbandierato progetto “Volontariato per la Sicurezza 2026-2029”? Quello presentato in pompa magna lo scorso 13 marzo dall’assessore Andrea Giorgio come la panacea per i nostri parchi e giardini? Bene, la maschera è caduta. I dati emersi ieri sono impietosi.
A fronte di un bando che prevedeva una presenza massiccia e continuativa (oltre 1.200 servizi in tre anni, turni fino a mezzanotte, squadre ovunque), la risposta del mondo associazionista fiorentino è stata un due di picche: ha aderito una sola associazione. Il Terzo Settore ha di fatto girato le spalle a Palazzo Vecchio, rifiutando di farsi arruolare in un’operazione di facciata. Un fallimento politico e gestionale su tutta la linea che lascia i parchi esattamente nelle condizioni di prima, ma con una certezza in più: l’incapacità di questa amministrazione di produrre soluzioni concrete.
Se oggi i cittadini fiorentini conoscono questa imbarazzante verità, il merito va al lavoro di Barbara Nannucci, consigliera della Lega al Quartiere 3. Con un’interrogazione urgente presentata l’11 giugno, la Nannucci ha costretto l’amministrazione a tirare fuori i numeri, scoperchiando il bluff di un progetto nato morto. Va a lei il nostro plauso per aver preteso trasparenza e aver dimostrato sul campo cosa significhi fare vigilanza seria sulle risorse e sulle promesse della giunta, contrapponendo i fatti ai comunicati stampa fotocopia del Comune.
Su LFCV avevamo denunciato l’inutilità tecnica di mandare in aree sensibili e degradate dei cittadini privati (seppur in divisa associativa) privati di qualsiasi potere reale: non armati, senza qualifica, impossibilitati a identificare o fermare chiunque. Semplici “occhi in più” destinati a fare da bersaglio o a ridursi a fare telefonate che chiunque può fare dal proprio smartphone. Avevamo anche evidenziato come l’amministrazione stesse tentando una furbata ideologica. Da un lato condannava le ronde dei militanti di destra, dall’altro creava una sorta di “ronda istituzionale progressista”, scaricando però sulle associazioni tutto il rischio operativo, la burocrazia assicurativa e le responsabilità, il tutto a costo quasi zero e sotto la dicitura di “volontariato”.
Chi presidia parchi caldi fino alle 24 deve sapere cosa fare davanti a risse, spaccio o aggressioni. Il Comune ha pubblicato un avviso senza linee guida chiare, senza percorsi obbligatori sulla gestione dei conflitti, lasciando i volontari in una pericolosa zona grigia. Il Terzo Settore fiorentino si è dimostrato molto più maturo e lungimirante di chi siede in Palazzo Vecchio. Le associazioni hanno capito che la sicurezza urbana è una cosa seria, che richiede professionisti tutelati, contratti, formazione e investimenti veri, non cittadini usati come scudi umani gratuiti per coprire i fallimenti della giunta e fare lo scaricabarile sul Governo centrale al primo problema.
L’assessore Giorgio incassa un ennesimo flop clamoroso che certifica come la situazione della sicurezza a Firenze sia ormai fuori controllo. E di fronte all’evidenza del proprio fallimento l’unica risposta che gli rimane è il più classico e disperato scaricabarile politico per attaccare il Governo.
