L’assssore Cristina Manetti richiama il dialogo e il diritto allo studio, ma la residenza universitaria resta al centro delle proteste. Il 30 ottobre sarà l’occasione per chiarire quali interventi verranno realizzati e quando
Tre articoli nella stampa locale oggi ci raccontano la stessa vicenda: la residenza universitaria Calamandrei, dove i problemi strutturali e igienico-sanitari denunciati dagli studenti continuano a ripresentarsi, nonostante incontri, promesse e interventi di manutenzione.
A Maggio, quindici giorni senza acqua e bagni e docce chimiche all’esterno. Un episodio che avrebbe dovuto accelerare le soluzioni. Invece, dopo le proteste e l’apertura di un tavolo istituzionale, siamo ancora qui. L’assessore regionale Cristina Manetti aveva annunciato una riconvocazione per settembre. Il mese è trascorso senza aggiornamenti agli studenti. Dopo il nuovo appello pubblico, è arrivata la comunicazione: appuntamento il 30 Ottobre. La Regione precisa che il tavolo era già programmato. Sarà anche così, ma resta un dettaglio non proprio secondario: gli studenti ne hanno saputo soltanto dopo aver protestato nuovamente. L’efficienza amministrativa, a volte, si misura anche da quanto tempo passa tra una promessa e la necessità di ricordare che era stata fatta.
La Regione elenca circa 110 mila euro di interventi sul sistema idrico e 4,18 milioni destinati a infissi, tinteggiatura e altre opere. Gli studenti raccontano però che la muffa, rimossa in alcune docce, è ricomparsa in pochi giorni. E chiedono una ristrutturazione integrale, stimando il costo complessivo tra 30 e 40 milioni di euro. È qui che il confronto dovrebbe diventare concreto: gli interventi annunciati sono sufficienti a risolvere i problemi oppure servono un progetto più ambizioso, risorse aggiuntive e un cronoprogramma credibile?
Manetti parla di dialogo e di residenze adeguate al diritto allo studio. Ma il dialogo, da solo, non risana un edificio. E un finanziamento stanziato non equivale a un problema risolto. Occorre chiarire quanto costerà davvero l’intervento, chi dovrà sostenerlo e quali saranno i tempi. Con una responsabilità da definire anche per l’Università di Firenze, proprietaria dell’immobile, e per gli altri enti coinvolti.
Il 30 ottobre sarà dunque interessante capire se il tavolo servirà finalmente a mettere in fila impegni verificabili oppure ad aggiungere un’altra data al calendario delle buone intenzioni. Perché il vero problema, al Calamandrei, non è la mancanza di dichiarazioni. È che, mentre le istituzioni discutono di come garantire una residenza dignitosa, gli studenti continuano a raccontare una realtà ben diversa. Per l’assessora Manetti, la verifica più importante non sarà dimostrare di essere disponibile al confronto, ma spiegare che cosa cambierà, entro quando e con quali risorse.


