Dall’incontro coi sindacati, alla fine, è emersa una fumata nera: nonostante la generosità della lotta, la RSA Le Civette chiuderà in quanto, secondo l’ASL che ritira fuori solo adesso un presunto sopralluogo effettuato a luglio, «inagibile». I pazienti saranno dunque spostati e i «pacchi», contrariamente a quanto ironicamente asserito dai manifestanti, non resteranno su Rai 1. Oltre all’edificio, però, nell’uno e nell’altro caso riportiamo notizie de La Repubblica Firenze, resterà vuoto anche il 30% dei posti a infermeria: i test d’ingresso odierni partono sullo sfondo di sole 437 domande su 617 posizioni disponibili, confermando lo stato sempre più precario della nostra sanità, che si cerca di mascherare, dalla stessa testata, dal Corriere Fiorentino (che pure si lascia andare a confessioni sui «bus in sciopero» e i «disagi») e da La Nazione Firenze, con propaganda sul «traffico che regge» per il contemporaneo primo giorno di scuola. Resta il fatto che anche nelle altre fasce d’istruzione tanti banchi continuano a rimanere sguarniti, in una tendenza progressiva al rialzo che oggi vede 5.000 studenti «mancare all’appello», fenomeno che Il Tirreno riconduce al mero «calo demografico». I bonus natalità, ammettono gli esperti, non bastano «e anche gli immigrati fanno meno figli»: e le «risorse» di boldriniana memoria? Di quelle La Nazione Firenze ha visto esemplari rintanatisi nella fu Libreria Lo Zodiaco in viale Matteotti, grazie a una segnalazione di Fratelli d’Italia: chiusa dal 2018 (e chi scrive se ne è servito per anni ai tempi delle elementari, acquistandovi libri fino all’ultimo anno di apertura dell’attività), oggi si trova occupata da dei senza fissa dimora, uno dei quali «lo passano a prendere la mattina presto con una BMW o Mercedes di grossa cilindrata» (il che «fa sospettare un racket») che ai libri sugli scaffali e sparsi per terra ha accompagnato vestiti sporchi, cibo marcio, bottiglie utilizzate in sostituzione dei gabinetti, bottiglie di vino e birra, rifiuti vari, sacchi a pelo, gas, fornelli e persino pannoloni per l’incontinenza, e tutto questo «proprio davanti al cantiere della tranvia, simbolo della Firenze del futuro». Quella, però, dove l’amministrazione lascia solo chi ancora resiste e prova a fare da argine a un degrado che sembra incontrollabile: tale è la denuncia, ai microfoni del medesimo quotidiano, del guardiano del parco del Saletto all’Isolotto, che da 20 anni tiene con estrema cura e per il quale, a 73, adesso chiede aiuto. Non ha più, per ovvi motivi, le forze per cacciare ogni notte alle 3 i delinquenti che scavalcano la recinzione (i vigili, ha confermato anche lui, non intervengono), risistemare la pavimentazione in decadimento o anche solo mettere la catena, cosa che non è stata fatta quest’estate, quando è meritatamente andato in ferie. Ai piani alti, evidentemente, si rincorrono altre priorità, come l’eolico per la cui corsa alle turbine, da Firenzuola alla Valdisieve ha reso il Mugello una «terra di conquista», per la scontata opposizione degli ambientalisti locali che già hanno a che fare con l’impianto di Carpinaccio, nella prospettiva di quello di Villore in progetto a Londa. E mentre, apprendiamo da Repubblica Firenze, a causa del troppo caldo le verdure nei supermercati sono meno e costano parecchio di più, di ciò non ha da preoccuparsi, per il suo lauto stipendio, il buon Marco Giorgetti, ex direttore del Teatro della Toscana accompagnato alla porta da Sara Funaro e fatto rientrare dalla finestra da Eugenio Giani, in veste di commissario della Fondazione Toscana Spettacolo dopo appena un anno, nell’interessata copertura mediatica della stessa testata, del Corriere Fiorentino e de La Nazione Firenze. Che sia una manifestazione dell’ennesimo strappo tra governatore e sindachessa in vista dei prossimi appuntamenti elettorali? (JCM)


