Trafi Creatività Tessile consegna al vescovo Nerbini l’opera in lana rigenerata ispirata a Filippo Lippi

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Dopo essere stata presentata in occasione della visita del vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, alla rinnovata sede di Next Technology Tecnotessile a Prato, è stata ufficialmente consegnata a Palazzo Vescovile l’opera artistica realizzata da Trafi Creatività Tessile. A donarla sono stati Fabio Giusti, titolare dell’azienda, accompagnato dall’amministratore delegato di Next Technology Tecnotessile, Andrea Falchini, dando seguito a un’iniziativa nata per valorizzare il dialogo tra ricerca, innovazione, arte e tradizione manifatturiera del territorio.
L’opera, intitolata ‘Prima materia, materia prima’, è stata realizzata interamente in lana rigenerata attraverso la tecnica della feltratura ad ago. Il soggetto riproduce un particolare del celebre affresco di Filippo Lippi, Il banchetto di Erode, custodito nella Cattedrale di Santo Stefano di Prato. L’opera raffigura i volti dei personaggi che, unici nella scena, esprimono sgomento davanti alla testa mozzata di San Giovanni Battista. Un dettaglio che rappresenta uno dei primi esempi nella storia della pittura in cui i protagonisti non sono semplicemente figure statiche, ma manifestano un sentimento umano attraverso le espressioni del volto.
L’opera ritrae i volti di due ancelle che, quasi in solitaria, esprimono sgomento davanti alla testa mozzata di San Giovanni Battista. L’orrore per quanto avvenuto si trasforma nella maestria di Lippi in un mirabile gioco di sguardi e intreccio di mani: un dettaglio di profonda umanità rinascimentale, che impreziosisce la celebre scena affrescata.
La scelta del materiale con cui è stata realizzata l’opera assume un significato altrettanto simbolico. La lana rigenerata rappresenta infatti uno degli elementi più identitari del distretto tessile pratese: nasce dal recupero degli scarti di lavorazione dalla cernita e lavorazione degli stracci che vengono selezionati, rigenerati e reimmessi nel ciclo produttivo, trasformando quella che sarebbe una materia di scarto in una nuova risorsa. La consegna rappresenta il naturale proseguimento dell’incontro avvenuto nelle scorse settimane presso la sede rinnovata di Next Technology Tecnotessile, durante il quale il vescovo aveva avuto modo di conoscere da vicino le attività di ricerca e innovazione sviluppate dal centro e di confrontarsi con le aziende del distretto sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare.
Nel ricevere il dono, Monsignor Nerbini ha sottolineato il valore simbolico dell’opera e il forte legame che essa riesce a creare tra identità culturale e tradizione manifatturiera del territorio. “Ringrazio Trafi Creatività Tessile per questa opera che rappresenta Prato e la sua storia- dice -. È straordinario vedere come un materiale considerato alla fine del suo ciclo produttivo, possa trasformarsi in un pezzo unico capace di esprimere un così grande valore artistico e culturale. È un’opera che racconta insieme la creatività, il lavoro e l’identità della nostra città”. “Abbiamo scelto questo particolare del “Banchetto di Erode” per l’intensa rappresentazione dello sgomento manifestato dalle due figure – commenta Fabio Giusti -. Allo stesso modo abbiamo voluto dimostrare che una materia apparentemente semplice come la lana rigenerata può trasformarsi in un’opera capace di suscitare emozioni. ‘Prima materia, materia prima’ è un titolo che richiama proprio questo. Ciò che nasce come materia viene restituito alla comunità con un nuovo valore, artistico oltre che manifatturiero”.