Il report Idealista di luglio 2026 fotografa una Toscana sempre più inaccessibile: +1,8% regionale, +4,5% nel capoluogo, +5,2% in provincia, mentre Firenze si allinea a Milano sul gradino più alto dei canoni nazionali
Il report Idealista di luglio 2026 fotografa una Toscana sempre più inaccessibile: +1,8% regionale, +4,5% nel capoluogo, +5,2% in provincia, mentre Firenze si allinea a Milano sul gradino più alto dei canoni nazionali.
Firenze non è più seconda a nessuno, o quasi: a luglio 2026 il capoluogo tocca 22,4 euro al metro quadro di canone medio, esattamente lo stesso valore di Milano, che il report idealista continua formalmente a definire “la città più cara per gli inquilini italiani, con 22,4 euro/m², insieme a Firenze” — una convivenza al vertice che il comunicato dell’ufficio studi Idealista preferisce raccontare come un sorpasso, titolando “Firenze seconda città più cara d’Italia” quando i numeri, letti senza sconti, dicono piuttosto un pareggio. La rincorsa fiorentina è reale e non marginale, con un incremento mensile del 4,5% che il report colloca tra le città “in forte accelerazione”, superiore a quello di Roma (4,2%) e Genova (3,7%), pur restando distante dai rialzi ben più marcati registrati altrove in Italia, da Pesaro (8,1%) a Massa (7,6%) fino a Trieste (6,1%); la provincia fiorentina fa ancora meglio, segnando un +5,2% che la porta tra gli “aumenti rilevanti” del mese insieme a Massa-Carrara; a livello regionale la Toscana cresce dell’1,8%, un ritmo superiore a quello del Piemonte (1,2%) ma inferiore a quello della Lombardia (2,1%), con una media che si attesta a 21,1 euro al metro quadro, un valore che il report definisce esplicitamente tra i più alti d’Italia, “insieme alla Valle d’Aosta (21,4 euro) e alla Lombardia (18,9 euro)”.
Tornando al quadro toscano, resta comunque il fatto che Firenze, in questo agosto di comunicati stampa costruiti a colpi di superlativi, si conferma — pareggio con Milano o meno — una delle città più difficili d’Italia in cui trovare un affitto a prezzi ragionevoli, e questo, a differenza del podio, non è un dettaglio opinabile ma un dato che i fiorentini vivono ogni giorno sulla propria pelle.

