Un protocollo per evitare inaugurazioni premature: la richiesta (non ascoltata) di Sinistra Progetto Comune per tutelare cittadini e credibilità dell’Amministrazione
In un quartiere che da mesi osserva sconsolato un cartello con scritto “Chiuso — in attesa collaudo impianti”, la risposta dell’Assessora allo Sport all’interrogazione urgente di Sinistra Progetto Comune arriva dopo quarantatré giorni e conferma ciò che molti temevano: il PalaGeminiani di Novoli, inaugurato con grande enfasi il 6 ottobre 2025, resterà un fantasma fino all’inizio della stagione sportiva 2026-27.
“Oggi ci è arrivata la risposta dell’Assessora allo Sport all’interrogazione urgente 2026/00645 sul PalaGeminiani di Novoli: quarantatré giorni dopo il deposito. La palestra aprirà ‘per l’inizio della stagione sportiva 2026-27′”, esordiscono Dmitrij Palagi e Thomas Maerten, che prendono atto ma non risparmiano un’analisi chirurgica degli atti pubblici. La Giunta continua ad attribuire i ritardi ai “tempi necessari per gli allacciamenti da parte di Enel e Toscana Energia”, la stessa scusa usata ad aprile quando si era sollevato il caso di una struttura inaugurata ma sbarrata; eppure gli atti raccontano una storia diversa, con l’allaccio idrico formalizzato da Publiacqua il 14 febbraio 2022 e quello elettrico con Edison il 31 ottobre 2024, quando già si era alla quinta proroga contrattuale. “Se i gestori di rete hanno completato il loro lavoro nel 2022 e nel 2024, come possono essere loro la causa del mancato collaudo nel maggio 2026?”, si chiedono i consiglieri, puntando il dito sulle certificazioni degli impianti che l’impresa costruttrice deve ancora consegnare.
Sul piano economico la replica dell’amministrazione sostiene che il Comune non sostenga “alcun costo diretto o indiretto, perché fino alla conclusione di tutte le operazioni di collaudo l’opera è in carico all’impresa”, ma gli atti smentiscono anche questo: il 2 dicembre 2025 è stato contratto un prestito di 150.000 euro con Cassa Depositi e Prestiti per “Opere di completamento”, aggiudicate alla stessa impresa pochi giorni dopo. Un mutuo da restituire con soldi pubblici su un’opera già tagliata dal nastro tre mesi prima.
L’inaugurazione del 6 ottobre 2025 si trasforma così in un’attesa di almeno undici mesi, con l’Assessora che ad aprile prometteva la chiusura del collaudo “entro circa due mesi” e oggi sposta tutto a settembre-ottobre 2026. Nessuna risposta invece sulla richiesta di un protocollo che subordini le inaugurazioni di opere pubbliche alla loro effettiva fruibilità, un vuoto che Palagi e Maerten definiscono emblematico di una tendenza fiorentina degli ultimi anni. “L’apertura per la stagione 2026-27 è un impegno formale di cui prendiamo nota. Chiediamo che sia rispettato — e che quando aprirà si dica chiaramente alla Città quando e perché è rimasta chiusa per un anno”, concludono, lasciando sospesi i nodi delle riserve in contabilità, delle penali ancora da definire e delle garanzie passate alla nuova società dopo l’incorporazione dell’impresa originaria. Un caso che, al di là dei numeri e delle date, parla di una città che taglia nastri mentre i quartieri attendono, tra promesse che slittano e spiegazioni che non tornano.

