Santarelli denuncia il doppio standard sui simboli religiosi nelle scuole di Firenze: crocifisso bocciato, ma spazio per il Ramadan
Il consigliere comunale Luca Santarelli (Gruppo Misto – Noi Moderati) denuncia la disparità di trattamento nei confronti dei simboli religiosi nelle istituzioni scolastiche cittadine. In un comunicato diffuso oggi, Santarelli critica la decisione della maggioranza di sinistra in Consiglio comunale, che ha recentemente bocciato la sua mozione per l’esposizione del crocifisso (e del presepe nel periodo natalizio) in tutte le aule delle scuole comunali di ogni ordine e grado. La proposta, discussa in Commissione e poi respinta, puntava a valorizzare «le radici cristiane» della cultura italiana.
Pochi giorni dopo, secondo il consigliere, emerge un caso emblematico che dimostra un doppio standard, a cui la Toscana e l’Italia si stanno da tempo abituando: all’IIS Sassetti-Peruzzi di Firenze, il dirigente scolastico Osvaldo Di Cuffa ha concesso uno spazio dedicato alla preghiera degli studenti musulmani in occasione del Ramadan (iniziato a metà febbraio). Alcuni alunni, vestiti con abiti tradizionali, hanno chiesto e ottenuto un’aula per svolgere le preghiere con il necessario raccoglimento e silenzio. Il preside ha dichiarato di aver «acconsentito immediatamente», sottolineando come quest’anno il mese sacro sia «particolarmente sentito» dai ragazzi musulmani e come la multiculturalità sia da anni una caratteristica della scuola.
«Alla Sassetti-Peruzzi spazio per il Ramadan, ma non per il crocifisso», scrive Santarelli nel suo intervento. «La maggioranza di sinistra ha pronunciato un netto NO al mio invito a mettere in ogni aula delle scuole comunali il Crocifisso, simbolo delle nostre radici cristiane, ma immaginiamo che plauderà alla scelta del dirigente della scuola Sassetti Peruzzi di destinare uno spazio alla preghiera dei bambini musulmani in occasione del Ramadan. A questo siamo arrivati. Rinnegare la nostra Storia per lasciare il posto a un’altra, tutto per compiacere l’ideologia di una parte politica». Il consigliere annuncia che non sarà solo nella sua battaglia: «Una cosa è certa: non sarò il solo a continuare a combattere perché sia riconosciuto il diritto, per una Nazione cristiana da millenni, di esporre i propri simboli, che rappresentano l’unione di tutti gli uomini e donne, di ogni credo e provenienza. Sono certo che saremo tanti: la maggioranza del nostro Paese ha nel cuore questo sentimento. E non ci arrenderemo».
La maggioranza in Palazzo Vecchio ha motivato la bocciatura alla mozione di Santarelli sottolineando il “rispetto dell’autonomia didattica” delle singole istituzioni scolastiche e il rischio di imporre scelte simboliche in un contesto pluralista. Eppure il problema sembra non porsi quando la religione è quella musulmana. La laicità, in teoria, dovrebbe implicare neutralità: né esclusioni né favoritismi basati su fedi specifiche.
Ma quando si nega il crocifisso invocando la laicità, allora si dovrebbe applicare lo stesso rigore ad ogni espressione religiosa. O la scuola è laica per tutti – senza crocifissi, senza spazi dedicati a preghiere di alcun tipo – o si ammette che la laicità è talvolta usata selettivamente, come “paravento” per scelte ideologiche.
