Da “ricavi da 2,3 miliardi e risultati eccellenti” a bilancio annullato in un mese: cosa sta succedendo davvero in Plures e perché le famiglie fiorentine rischiano di pagare tariffe più alte su dati contabili incerti
Plures (ex Alia Servizi Ambientali) è la grande multiutility pubblica della Toscana. Nata dalla fusione di diverse società nel 2023, gestisce servizi essenziali per centinaia di migliaia di famiglie e imprese: raccolta e smaltimento dei rifiuti (quindi la TARI in bolletta), acqua potabile e fognatura attraverso partecipazioni come Publiacqua, e altri servizi energetici. In pratica, è un’azienda controllata dai Comuni (con Firenze come socio principale) che si occupa di cose di cui tutti abbiamo bisogno ogni giorno.
A inizio aprile 2026 sembrava tutto rose e fiori: il Consiglio di Amministrazione aveva approvato un bilancio 2025 con ricavi per 2,3 miliardi di euro e risultati in forte crescita (EBITDA +22,8%). Numeri comunicati con orgoglio alla stampa. Meno di un mese dopo, il 30 aprile, arriva la marcia indietro: l’assemblea dei soci viene revocata e l’intero bilancio (con relazioni e pareri) viene annullato. La società chiede ai soci di “non considerare” i documenti precedenti. Il motivo ufficiale? Necessità di aggiornare i conti per “elementi di approfondimento emersi successivamente”, tra cui la sospensiva della Corte d’Appello sul trasferimento del 40% di Publiacqua.
Due consiglieri comunali di Firenze, da posizioni diverse, alzano la voce e chiedono chiarezza. Paolo Bambagioni (Lista Schmidt, presidente della Commissione Controllo) sottolinea la contraddizione tra gli annunci trionfali e la retromarcia improvvisa: “C’è qualcosa che non torna e non viene detto pubblicamente in modo chiaro? C’entrano i rilievi di ATO Toscana?”. Per lui la multiutility non deve diventare “affare di pochi” e serve più trasparenza sui conti, perché i costi per famiglie e aziende stanno crescendo. “Il passaggio alla multiutility va gestito con massimo rispetto per le risorse dei cittadini”.
Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) va ancora più in profondità e pone domande molto concrete. Se i documenti non avevano problemi, perché non si è limitati a rinviare l’assemblea? Perché invece annullare tutto, compresi i pareri della società di revisione (PricewaterhouseCoopers – PwC) e del collegio sindacale? Palagi ricorda che la legge (D.Lgs. 39/2010) obbliga i revisori a esprimere un giudizio chiaro sul bilancio: senza rilievi, con rilievi, negativo o impossibilità di esprimersi. Annullare anche i pareri fa sorgere dubbi: il giudizio di PwC era davvero “pulito” come lascia intendere il presidente di Plures Lorenzo Perra? O conteneva osservazioni serie? Il Comune di Firenze, primo socio pubblico, ha diritto di saperlo. Inoltre, la Corte d’Appello aveva sospeso il 27 marzo (prima dell’approvazione del bilancio) l’operazione Publiacqua: come mai il CdA ha approvato un bilancio che sembrava incorporare quell’operazione?
Interviene anche Cecilia Del Re di Firenze Democratica: “Non è la prima volta da quando Alia Plures è nata che emergono notizie dalla stampa o a seguito di accesso agli atti, invece che dal cda stesso o da Sindaca e giunta. Così come l’ultima sentenza di fine marzo – che sospende gli effetti della precedente sulla cessione delle quote di Publiacqua ad Alia Plures – ha risvolti che non possono essere ignorati”. E ricorda: “Più volte in aula abbiamo denunciato la mancanza di trasparenza da parte di Alia Plures, sia sul lato del piano industriale sia su quello delle partecipate di Alia Plures, che quest’anno, per la prima volta, è stata pure esclusa dall’ultimo piano di razionalizzazione delle partecipate del Comune di Firenze. Pur di non affrontare i problemi, si pensa di eliminarli sottraendoli alla conoscenza pubblica, con l’avallo dei soci, e ciò contrariamente alla giurisprudenza contabile in materia e in barba al fatto che si tratta della più importante partecipata del comune di Firenze, gestendo i servizi di acqua, rifiuti e gas. Questo modo di agire ha infatti in primis una responsabilità politica, quindi del suo principale socio, ovvero Firenze, che manca totalmente di governare e accompagnare un processo di cambiamenti in una fase storica pure delicata”. “Chiederemo di convocare la commissione competente per avere aggiornamenti in merito, in ossequio al ruolo di controllo e di indirizzo che spetta al consiglio comunale”, preannuncia.
Ma il caso arriva anche a Prato, dove il candidato sindaco Jonathan Targetti (L’Alternativa c’è) fa sapere: “Abbiamo già presentato un esposto formale sulle operazioni che hanno portato Gida sotto il controllo di Alia prima e Plures poi, con interrogativi precisi su trasparenza e impatto tariffario. Oggi quel quadro si aggrava ulteriormente. Questo non è soltanto un pasticcio tecnico-contabile. È anche e soprattutto un problema politico e democratico enorme”.
Il tema, insomma, non è solo contabile. Le tariffe (soprattutto la TARI sui rifiuti) si basano sui Piani Economico Finanziari (PEF) validati dall’ATO Toscana Centro, che usa i dati della stessa Plures. Ma ATO ha già segnalato nel rapporto di Unbundling 2024 un forte aumento dei costi indiretti e ha contestato alcuni aspetti della contabilità separata. Per le famiglie fiorentine e toscane significa bollette più care mentre i conti della società vengono prima annunciati come eccellenti e poi ritirati.
Le richieste dell’opposizione sono, in soldoni:
- Pubblicare integralmente il parere originale di PricewaterhouseCoopers e del collegio sindacale;
- Spiegare in modo dettagliato (non generico) perché è stato necessario annullare il bilancio;
- Bloccare l’operazione Plures finché non ci sia piena trasparenza;
- Che l’Assessora all’ambiente (anche presidente ATO) riferisca sulle conseguenze per le tariffe.
Plures ha annunciato che aggiornerà il progetto di bilancio. L’azienda resta un attore strategico per la Toscana: una multiutility più grande dovrebbe in teoria portare efficienze e investimenti, ma solo se gestita con rigore e trasparenza. Per i cittadini, la questione è semplice: vogliono servizi di qualità a prezzi giusti, con conti chiari e controllabili. Gli annunci trionfali seguiti da annullamenti creano confusione e riducono la fiducia. La politica locale, da maggioranza e opposizione, dovrà ora garantire che la “pantomima” denunciata da Bambagioni si trasformi in chiarezza reale, prima che si approvino nuovi bilanci o si decidano aumenti di tariffe. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se Plures saprà ricostruire fiducia sui suoi numeri. Le famiglie toscane, che pagano le bollette, aspettano risposte concrete.
